Bergamo ha accolto con una grande partecipazione popolare la partenza della 120ª edizione del Giro di Lombardia, una delle classiche Monumento del ciclismo internazionale. Tra i Propilei e via Camozzi, dove erano schierati i bus e le ammiraglie delle squadre, centinaia di appassionati hanno atteso il via, molti dei quali presenti già da ore. Il pubblico ha seguito da vicino i corridori più attesi, in una mattinata segnata dalla pioggerella autunnale.
Tra gli atleti più applauditi figuravano Giulio Ciccone, il campione europeo a cronometro Primoz Roglic, il neo campione del mondo Brandon McNulty e Isac Del Toro. Mancava invece uno dei protagonisti più attesi, Tadej Pogacar, vincitore delle ultime cinque edizioni, ancora in fase di recupero dopo l’infortunio riportato alla Vuelta. La sua presenza è stata ricordata soltanto attraverso le fotografie mostrate sul telefono di Dario Guerrini, arrivato da Paderno Franciacorta insieme al suo pappagallo Tequila.
Il pubblico bergamasco prima della partenza
L’attesa è stata animata anche dai gruppi di sostenitori locali. Luca Rebba, della Sc Gazzanighese, ha guidato i tifosi di Lorenzo Rota, schierati davanti al bus della Lotto Intermarché con costumi da legionari romani e centurioni e uno striscione dedicato al corridore bergamasco. Nei pressi del maxischermo di Largo Belotti, invece, la pioggia ha lasciato inutilizzate le sdraio predisposte per il pubblico, mentre diversi giovani ciclisti hanno mostrato i colori delle società di Almenno, Carvico, Romanese, Pedale Brembatese, Trevigliese e Us Filago.
Il via è arrivato con qualche secondo di ritardo. Quando il conto alla rovescia stava per concludersi, Remco Evenepoel, campione europeo in linea, ha preso il microfono per rivolgere un appello sulla sicurezza dei ciclisti, costringendo gli organizzatori a far ripartire la sequenza. Il breve rinvio ha prolungato l’attesa del pubblico, prima della partenza ufficiale della classica delle foglie morte.
L’orgoglio della squadra bergamasca
Per la Mbh Bank Csb Telecom Fort, formazione che ha raccolto l’eredità della Colpack di Almé, la gara rappresentava un appuntamento particolarmente significativo. Orlando Maini, 67 anni, direttore sportivo della squadra e già professionista, ha sottolineato il valore della partecipazione: «Per noi questa gara vale il Mondiale». Secondo Maini, il ciclismo bergamasco continua a crescere grazie alla propria storia, alla professionalità e al percorso costruito negli anni, anche confrontandosi con le principali squadre straniere.
Tra i corridori legati al territorio hanno vissuto l’appuntamento con emozione Simone Gualdi, Lorenzo Rota e Fausto Masnada, bergamasco di 32 anni alla quinta partecipazione al Giro di Lombardia. Mattia Cattaneo ha invece seguito con soddisfazione il momento della partenza. Alla cerimonia è intervenuto anche Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione ciclistica italiana, che ha definito la gara un motivo di orgoglio per il movimento nazionale. Dagnoni ha inoltre auspicato che possa concretizzarsi presto un’edizione femminile del Lombardia.