Arretrati per decine di migliaia di euro e percorsi formativi rimasti in sospeso. È la situazione denunciata da un professionista che ha collaborato con la fondazione Its JobsAcademy, realtà impegnata nella formazione professionale. L’uomo, che ha chiesto di restare anonimo, sostiene di vantare circa 70 mila euro tra compensi non versati e prestiti concessi all’organizzazione e mai restituiti.
Il testimone ha ricoperto il ruolo di responsabile di progetto, una funzione di raccordo tra la fondazione e le aule. Insieme ad altri quattro professionisti, si occupava di predisporre i piani biennali dei corsi, individuare i docenti, organizzare i calendari e seguire gli iscritti. I programmi venivano approvati e finanziati dalla Regione Lombardia, mentre i responsabili esterni non avevano accesso diretto alle informazioni sulla situazione economica dell’ente.
Gli arretrati e i corsi sospesi
Secondo il racconto, anche numerosi docenti, in gran parte titolari di partita Iva, sono rimasti senza compensi. In una lettera, 14 insegnanti hanno riferito che per i dipendenti i mancati pagamenti risalgono a febbraio 2026, mentre per i professionisti gli arretrati partirebbero dall’inizio del 2025. Le somme rivendicate variano tra 10 e 50 mila euro, con singole posizioni che arriverebbero a 80 mila.
Il professionista afferma inoltre di aver coinvolto circa 20 persone, rimaste a loro volta senza compensi per un anno. Ha interrotto la collaborazione con JobsAcademy nel settembre 2025, dopo mesi durante i quali, racconta, il gruppo avrebbe continuato a lavorare sulla base delle rassicurazioni ricevute circa il futuro pagamento. A spingerli sarebbe stata soprattutto la volontà di garantire agli iscritti la conclusione degli studi.
Il problema, infatti, riguarda anche gli allievi. Secondo il testimone, alcuni sarebbero indietro di due mesi con le lezioni e non avrebbero ancora ottenuto il diploma, nonostante il versamento delle quote. Alcuni avevano scelto un percorso triennale Its abbinato all’università, con un costo indicato di circa 5 mila euro all’anno. La preoccupazione dei responsabili di progetto è che i ragazzi restino senza titolo dopo aver completato parte del percorso.
La richiesta di un intervento regionale
I professionisti chiedono che vengano riconosciuti gli arretrati e che sia valutato anche un intervento diretto della Regione. Il testimone sostiene che l’ente regionale avrebbe debiti verso JobsAcademy per oltre 4 milioni di euro, dei quali più di un milione sarebbe immediatamente esigibile e potrebbe essere destinato al pagamento dei collaboratori.
La seconda richiesta riguarda la continuità dei corsi. I responsabili di progetto si dicono disponibili a ripartire sotto la gestione di un commissario, di un nuovo ente o di una nuova società, purché diversa dall’attuale fondazione. L’obiettivo dichiarato è consentire ai diplomandi di recuperare le lezioni e sostenere gli esami nel più breve tempo possibile.
Il professionista racconta di aver conosciuto Daniele Nembrini nel 2018 e di averlo considerato un riferimento per la sua visione della formazione. Esprime però forte delusione per l’evoluzione della vicenda e per i frequenti cambiamenti ai vertici, che a suo giudizio avrebbero creato difficoltà operative e amministrative.
Contattata sulla situazione e sull’ultimatum ricevuto dalla Regione, la fondazione ha fatto sapere di riservarsi una replica. JobsAcademy ha comunque comunicato che fornirà le proprie risposte entro i termini indicati dall’ente regionale. La vicenda è riportata in un articolo pubblicato il 26 ottobre 2026.