Esito giudiziario

Omicidio di Rosanna Aber, condanna definitiva a 18 anni

La Suprema corte respinge l’impugnazione: l’imputata dovrà lasciare i domiciliari, salvo eventuali misure legate alla maternità.

Omicidio di Rosanna Aber, condanna definitiva a 18 anni

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Krystyna Mykhalchuk, rendendo definitiva la condanna a 18 anni di carcere per la morte di Rosanna Aber. La donna, 77 anni, era precipitata dalla finestra della sua abitazione al quarto piano di un condominio di via Einstein, nel quartiere Colognola di Bergamo, il 22 aprile 2022.

La sentenza della Suprema corte conferma la ricostruzione già accolta nei precedenti gradi di giudizio: secondo i giudici, l’anziana sarebbe stata spinta dalla finestra. In casa con lei quel giorno c’era soltanto la colf, 28 anni, di nazionalità ucraina. Nelle prime fasi dell’inchiesta erano state considerate anche l’ipotesi di un incidente e quella di un gesto volontario, sostenute dalla difesa, ma entrambe sono state escluse dalle sentenze.

La decisione della Cassazione

Il ricorso discusso a Roma contestava la logicità delle motivazioni della sentenza d’appello. I difensori avevano richiamato alcune testimonianze ritenute contraddittorie, le dichiarazioni dell’imputata e la ricostruzione della dinamica della caduta. La difesa aveva inoltre sostenuto che alcune parole della donna potessero essere state fraintese, anche a causa della sua conoscenza non completa della lingua italiana. Per la Cassazione, tuttavia, gli elementi raccolti hanno retto al vaglio e non ci sono ragioni per modificare il verdetto.

Durante il processo Mykhalchuk aveva ammesso di essere ludopatica, ma aveva negato di aver spinto l’anziana. L’indagine aveva preso forma anche dopo che Rosanna Aber aveva scoperto ammanchi di denaro e aveva iniziato a nutrire dubbi sulla colf. La responsabilità riconosciuta dai giudici si inserisce quindi in una vicenda nella quale l’accusa ha collegato le difficoltà economiche dell’imputata e i sospetti della vittima alla ricostruzione dell’omicidio.

Il ritorno dei familiari

Ad assistere all’udienza di Cassazione c’era l’avvocato della famiglia, Alessandro Zonca, insieme ai figli della vittima, Elisabetta Besana e Gianandrea. Al termine della decisione, i due hanno spiegato di provare sollievo per una risposta arrivata dopo anni, pur nella consapevolezza che la madre non potrà essere restituita. Per loro, la sentenza ha riconosciuto l’integrità e la dignità di Rosanna Aber e ha chiuso un capitolo doloroso.

Mykhalchuk si trova attualmente agli arresti domiciliari a Scanzorosciate, dove vive con il compagno e la loro bambina. Con la condanna diventata definitiva dovrà scontare la pena in carcere. L’esecuzione dovrà però passare dalla Procura e resta da valutare l’eventuale applicazione di misure alternative collegate alla maternità, in considerazione della presenza di una figlia molto piccola.