Anagrafe sociale

Senzatetto senza residenza, scontro tra Bergamo e Piazza Brembana

La vicenda di Giordano Regazzetti riaccende il confronto sulle cancellazioni amministrative e sull’assistenza alle persone fragili.

Senzatetto senza residenza, scontro tra Bergamo e Piazza Brembana

Il caso di Giordano Regazzetti ha riacceso il confronto sulla tutela delle persone vulnerabili e sulla possibilità di mantenere la residenza durante un percorso di recupero. L’uomo, dopo aver trovato un lavoro, si è trovato nella necessità di lasciare il dormitorio per ottenere i documenti necessari, in una vicenda che ha coinvolto i Comuni di Bergamo e Piazza Brembana.

La posizione del Comune di Bergamo

Secondo gli assessori bergamaschi Giacomo Angeloni, con delega all’Anagrafe, e Marcella Messina, ai Servizi sociali, Regazzetti sarebbe stato cancellato dall’anagrafe di Piazza Brembana mentre era inserito in un percorso di recupero presso una comunità terapeutica. Per Palazzo Frizzoni, si tratta di una situazione che evidenzia una problematica sempre più pressante legata al diritto alla residenza.

Gli amministratori sostengono che in alcuni casi i Comuni più piccoli cancellino dall’anagrafe persone in condizioni di difficoltà, trasferendo di fatto sulle città più grandi gli oneri dell’iscrizione, della presa in carico e dei costi sociali. Bergamo dispone infatti di una rete di servizi che comprende dormitori e mense per le persone senza dimora, strutture che, secondo l’amministrazione, sono presenti in modo più limitato negli altri centri del territorio.

Angeloni e Messina hanno sottolineato che il progetto di vita e di recupero della persona dovrebbe restare a carico del Comune dal quale è stata cancellata. Per questo, il Comune di Bergamo ha annunciato la richiesta di un intervento del prefetto, con controlli sulle procedure di cancellazione anagrafica adottate dagli altri enti locali. L’amministrazione ha definito il proprio impegno una scelta dettata da un dovere istituzionale e morale e dal richiamo ai valori della Costituzione.

La replica di Piazza Brembana

Il Comune di Piazza Brembana respinge però l’interpretazione di Bergamo e nega che alla base della vicenda vi sia un trasferimento di responsabilità tra realtà grandi e piccole. La posizione dell’amministrazione è che sia stata applicata la legge in modo lineare, sulla base delle informazioni disponibili all’ufficio competente.

Secondo l’ufficio Anagrafe di Piazza Brembana, Regazzetti aveva lasciato da mesi l’alloggio preso in affitto e non risultava più reperibile. Solo in un momento successivo, sempre secondo la ricostruzione del Comune, è emerso che l’uomo si trovava in una comunità. Da qui la precisazione che avrebbe potuto chiedere la residenza nel Comune in cui si trovava allora e che Piazza Brembana non è il suo Comune di origine. Le due amministrazioni restano quindi su posizioni diverse sulla procedura adottata e sulle responsabilità nella presa in carico.