Quella che ai carabinieri era sembrata una fuga legata al possesso di droga si è conclusa con una diversa ricostruzione dei fatti. Un uomo identificato con le iniziali A.K., con precedenti per reati legati agli stupefacenti, è stato fermato a Bonate Sopra dopo aver ingerito tre palline bianche che i militari avevano scorto nella sua auto.
L’episodio è avvenuto domenica pomeriggio, mentre l’automobilista rientrava dai lavori di ristrutturazione eseguiti nella sua macelleria. Alla vista dell’auto del Nucleo operativo radiomobile di Bergamo, l’uomo avrebbe tentato di allontanarsi. I carabinieri hanno notato che stava armeggiando nel portaoggetti e sono riusciti a vedere tre oggetti bianchi custoditi all’interno di un astuccio per occhiali.
Il tentativo di ingerire gli oggetti
Secondo la ricostruzione riportata nell’articolo, l’automobilista, preso dal panico, ha inghiottito le palline prima che i militari riuscissero a impedirglielo. I carabinieri ritenevano che potesse trattarsi di dosi di cocaina e hanno cercato di fargliele espellere. Durante il concitato intervento, pur avendo la cintura allacciata, l’uomo si è dimenato e ha ferito a una mano uno dei militari.
Da qui sono scattati l’arresto e le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L’uomo ha negato di avere con sé sostanze stupefacenti, sostenendo che gli oggetti ingeriti fossero pillole calmanti assunte per affrontare attacchi di panico. Il suo timore, secondo quanto riferito, potrebbe essere stato alimentato anche dal ricordo del periodo trascorso in carcere dopo precedenti condanne per droga.
La verifica in ospedale
Per chiarire la natura di ciò che aveva ingerito, l’uomo è stato sottoposto a una radiografia all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. L’esame ha dato sostanzialmente ragione alla sua versione, senza confermare la presenza di cocaina. Anche il denaro trovato nell’automobile, inizialmente ritenuto possibile provento di spaccio, gli è stato restituito all’uscita dal tribunale.
Il giudice ha comunque convalidato l’arresto per i fatti contestati, disponendo però la liberazione dell’automobilista. La vicenda si è così chiusa senza l’accertamento dell’ipotesi iniziale di spaccio: l’episodio è stato ricondotto alle conseguenze della paura e dell’attacco di panico riferito dall’uomo durante il controllo.