Un diciassettenne di Bonate Sotto è stato portato con la forza fino a Vicenza e liberato dopo circa 24 ore grazie a una richiesta di aiuto inviata di nascosto alla madre. Per il sequestro di persona a fini di estorsione sono stati arrestati G.P.M., 22 anni, e N.S.S.M., 24 anni, entrambi senegalesi regolarmente presenti in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio, tra cui furto e rapina.
Il trasferimento fino a Vicenza
Secondo una prima ricostruzione, i due uomini avrebbero incontrato il ragazzo giovedì sera nei pressi della sua abitazione, a Bonate Sotto. Con il pretesto di dover chiarire alcune questioni lo avrebbero fatto salire sulla loro auto, poi diretta verso l’autostrada. Il giovane si è ritrovato a circa 160 chilometri da casa, in una struttura ricettiva del centro di Vicenza, senza la possibilità di allontanarsi. Restano da chiarire le modalità del trasferimento e se durante il tragitto siano state utilizzate minacce o armi.
All’origine della vicenda, secondo quanto riferito dagli arrestati nelle prime dichiarazioni, ci sarebbe un presunto giro di denaro contraffatto. Le banconote false sarebbero state affidate al ragazzo, mentre i due uomini si sarebbero aspettati di ricevere in cambio una somma di denaro che non sarebbe arrivata, o comunque sarebbe stata diversa da quella prevista. Gli investigatori devono ancora verificare questo racconto e ricostruire con precisione i rapporti tra il minorenne e i suoi sequestratori.
La richiesta di aiuto e l’intervento
Nonostante la situazione di pericolo, al ragazzo non sarebbe stato tolto il cellulare. Nelle ore trascorse a Vicenza è riuscito a mandare alcuni messaggi alla madre, chiedendole aiuto. La donna, già preoccupata perché non aveva trovato il figlio a casa, si è quindi rivolta ai carabinieri di Ponte San Pietro per presentare denuncia.
I militari hanno attivato la procedura Salva vita e ottenuto rapidamente dal gestore telefonico la geolocalizzazione del telefono. Il segnale non era abbastanza preciso per individuare subito l’edificio, ma ha consentito di concentrare le ricerche su un’ampia zona della città. Una pattuglia delle Volanti della questura di Vicenza ha poi intercettato l’auto nella zona del Ponte degli Angeli, in centro, non lontano dal bed and breakfast dove i tre avrebbero trascorso la notte.
L’intervento si è concluso senza feriti: i due uomini sono stati arrestati e trasferiti in carcere, mentre il ragazzo è tornato a casa incolume. Le indagini, coordinate dalla pm vicentina Maria Elena Pinna, proseguono per chiarire le circostanze del sequestro, il movente legato al denaro falso e le intenzioni dei due arrestati.