Il Comune di Castro ha congelato l’intervento previsto sui circa 50 tigli centenari del lungolago. L’abbattimento, inizialmente prospettato in modo generalizzato, è stato sospeso dopo l’accesso agli atti presentato dalla minoranza e la richiesta di una documentazione tecnica formale sullo stato delle piante.
La sindaca Patrizia Carizzoni ha spiegato che due tigli sono già morti e dovranno essere rimossi, mentre per gli altri esemplari si attende una valutazione più approfondita. Il Comune ha quindi incaricato due agronomi di realizzare una mappatura completa, con una classificazione individuale per ogni albero. Soltanto sulla base di queste risultanze verranno assunte le decisioni definitive.
La richiesta di verifiche tecniche
La vicenda era iniziata dopo alcuni pareri informali, espressi in momenti diversi da due agronomi, secondo i quali gli alberi dovevano essere considerati malati. Non era però stata predisposta una perizia scritta. La prospettiva di possibili responsabilità civili in caso di cedimenti o cadute di rami aveva spinto l’amministrazione a comunicare l’ipotesi di un abbattimento complessivo.
La minoranza Castro-La forza delle idee ha contestato l’assenza di una valutazione documentata e ha organizzato un’assemblea pubblica l’11 settembre. Durante l’incontro, l’esperto Elia Manera ha escluso la necessità di procedere con un abbattimento generalizzato e ha indicato l’opportunità di svolgere verifiche strumentali mirate sugli esemplari ritenuti dubbi.
Sicurezza e valore del filare
Tra le ipotesi indicate c’è anche una potatura di ripristino da eseguire nel prossimo inverno. In passato, per conferire ai tigli una forma a candelabro, era stata praticata la capitozzatura, un taglio drastico che potrebbe aver ostacolato la corretta cicatrizzazione delle ferite e favorito l’ingresso di agenti patogeni. La loro eventuale presenza all’interno dei tronchi dovrà però essere accertata attraverso analisi specifiche.
Il confronto riguarda da una parte la sicurezza di persone e beni, richiamata dalla sindaca, e dall’altra il valore estetico e storico del filare che costeggia il lago. Il consigliere Luigi Avogadri ha ribadito che la minoranza non intende mettere in discussione la sicurezza, ma chiede che ogni decisione sia sostenuta da dati certi. L’accesso agli atti e l’assemblea pubblica hanno così portato l’amministrazione a rivedere il percorso: prima della scelta finale saranno completate le perizie e la classificazione dei singoli alberi.