Vertenza alpina

Colere-Lizzola, il progetto resta fermo tra esposti e debiti

Legambiente segnala presunte irregolarità, mentre un’impresa reclama 1,85 milioni dalle società coinvolte.

Colere-Lizzola, il progetto resta fermo tra esposti e debiti

Il collegamento sciistico Colere-Lizzola, concepito con 50 chilometri di piste e un investimento stimato in 70 milioni di euro, resta in una fase di sostanziale stallo. Il progetto coinvolge i Comuni di Colere, Valbondione e Vilminore e le società Rsi e Valle Decia, impegnate nel rilancio degli impianti di Colere. Sul futuro dell’iniziativa, però, non risultano al momento nuovi passaggi istituzionali significativi.

Nel frattempo, a Vilminore il sindaco Pietro Orrù riferisce di non aver ricevuto aggiornamenti. Il primo cittadino sottolinea che circa tre quarti dell’opera ricadrebbero sul territorio comunale e che, proprio per questo, si aspetterebbe di essere informato di eventuali sviluppi. A Valbondione, attualmente commissariata, la questione è invece congelata: per riprendere il confronto sarà necessario attendere le prossime elezioni.

A Colere ripartono i contatti

Qualcosa si è mosso a Colere dopo l’insediamento del nuovo sindaco Alex Belingheri. L’amministrazione ha riavviato le comunicazioni con i rappresentanti di Rsi, Massimiliano Belingheri e Silvio Rossi. Gli incontri hanno riguardato la possibile realizzazione di un bacino e di un impianto di risalita nella zona di Fontanamora, opere alle quali le società sarebbero interessate. Il progetto complessivo del comprensorio, invece, non sarebbe ancora stato affrontato nel dettaglio.

Il tema è stato comunque presentato al presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, invitato a Colere dal sindaco insieme al consigliere regionale Jonathan Lobati. Gafforelli ha riferito di aver ricevuto una prima illustrazione dell’iniziativa e di averla considerata interessante, precisando però di non entrare nel merito delle criticità non ancora conosciute. Le parti si sono accordate per un successivo aggiornamento.

L’esposto e il contenzioso sull’albergo

Parallelamente, Legambiente Lombardia ha depositato un esposto alla Procura sui lavori eseguiti nell’area carsica protetta del geosito Mare in Burrasca. L’associazione chiede accertamenti penali e tecnico-amministrativi su fatti che definisce specifici e documentati. Tra gli aspetti segnalati figurano la presunta neutralizzazione di vincoli geologici, interventi di ampliamento e spianamento delle piste, un nuovo box per i gatti delle nevi e una strada di servizio ritenuta non autorizzata.

La segnalazione riguarda anche presunte criticità nella gestione dei rifiuti di cantiere e nell’impianto di trattamento dei reflui dell’hotel Colere 1.600 by Cloud 7 Hotels, realizzato nell’ex rifugio Plan del Sole a Pian del Sole. Legambiente ha spiegato di aver presentato l’esposto dopo che alcune segnalazioni inviate circa un anno prima, secondo l’associazione, non avrebbero prodotto risposte operative.

Sul piano economico e giudiziario, il Tribunale di Milano ha ingiunto a Rsi il pagamento di 1.853.426,97 euro a Ecocostruzioni, l’impresa incaricata della ristrutturazione dell’albergo. Il giudice Nicola Di Plotti ha ritenuto il credito certo, liquido ed esigibile sulla base della documentazione depositata. Il provvedimento, emesso ad agosto, non è però immediatamente esecutivo: Rsi ha avuto quaranta giorni dalla notifica per presentare opposizione.

Efrem Robecchi, titolare di Ecocostruzioni, sostiene di aver lavorato per rispettare tempi e modalità di consegna, mentre Silvio Rossi, per Rsi, afferma che sarebbero state le inadempienze contrattuali a rendere la società creditrice. Rsi contesta inoltre all’impresa ritardi nella consegna dell’albergo e sostiene di aver subito danni per questo motivo. La controversia resta quindi aperta, così come il futuro del collegamento tra le tre località bergamasche.