Luca Piccinini, 66 anni, è morto dopo essere stato travolto da una trave d’acciaio mentre lavorava alla realizzazione di una pensilina per moto e biciclette. L’infortunio è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, nel parcheggio del centro distributivo Md di Cortenuova.
L’imprenditore, residente a Nembro, era titolare insieme ai figli della ditta Piccinini Luca Carpenteria di Albano Sant’Alessandro. Mancavano pochi minuti alle 14 quando, secondo una prima ricostruzione, si trovava chinato nella zona in cui veniva posizionata la copertura della struttura. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità.
La ricostruzione dell’incidente
Stando agli elementi raccolti finora, un muletto avrebbe urtato una trave metallica, provocandone lo spostamento. Il pezzo avrebbe colpito Piccinini prima a un braccio e poi al petto, senza lasciargli il tempo di accorgersi del pericolo. La ricostruzione è ora al vaglio dei carabinieri di Treviglio e dei tecnici del servizio di sicurezza sul lavoro dell’Ats.
Un dipendente del centro Md ha raccontato che, subito dopo l’impatto, l’uomo avrebbe provato ad alzare il capo, mentre il braccio era rimasto intrappolato. Poco dopo avrebbe perso conoscenza. I colleghi e il personale del punto vendita hanno dato l’allarme e prestato i primi soccorsi. Sul posto sono intervenuti un’automedica del 118 e un’ambulanza della Croce rossa; è stato fatto decollare anche l’elisoccorso. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare il 66enne, ma ogni intervento è risultato inutile.
Nel pomeriggio, intorno alle 17, i familiari sono arrivati a Cortenuova. La salma è stata quindi riconsegnata alla famiglia; secondo quanto riportato, il pubblico ministero di turno non avrebbe ritenuto necessario disporre l’autopsia.
La storia dell’azienda e l’allarme sugli infortuni
Piccinini aveva avviato la propria attività nel 1978, partendo da un piccolo laboratorio a Bergamo. Con la crescita dell’impresa, la carpenteria era stata trasferita ad Albano Sant’Alessandro, ampliando la produzione a componenti edili e industriali di grande formato. Nell’azienda erano entrati anche la moglie Gabriella, con il ruolo di amministratrice, e i figli Marco e Sara.
Il figlio Marco ha ricordato il percorso professionale del padre e ha riferito che, per quanto appreso finora, lo spostamento di un peso del muletto avrebbe causato il ribaltamento della parte metallica. La famiglia, ha spiegato, sta ancora cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto.
La morte di Piccinini è il secondo infortunio mortale in meno di una settimana nella Bassa. Il giovedì precedente Marco Meazza, 56 anni, di Fontanella, era stato travolto da un albero mentre seguiva i lavori di pulizia degli argini della fontana Armandi, a Romano.
Sulla sequenza degli incidenti è intervenuta anche la Cgil. Tra gennaio e luglio, in provincia di Bergamo, le denunce di infortunio sono state 8.082, contro le 7.487 dello stesso periodo del 2025, con un aumento vicino all’8%. Il sindacato ha chiesto più controlli, prevenzione capillare e interventi capaci di rafforzare la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.