È stato richiesto il processo per Massimo e Cristian Vitali, rispettivamente di 51 e 57 anni, accusati di bancarotta fraudolenta riguardante la loro società, la Vita Srl. La Procura sostiene che i due imprenditori abbiano causato il dissesto della società, attraverso una gestione finanziaria discutibile e l’accumulo di debiti significativi.
L’udienza preliminare è fissata per il 26 novembre e l’indagine è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota. La richiesta di rinvio a giudizio è stata redatta dalla pm Carmen Santoro, subentrata a Guido Schininà ed Emma Vittorio.
Dettagli dell’indagine
Un anno fa, le quote della Vitali Spa e della Expand Srl, detenute dai Vitali, erano state sequestrate per un valore di 50 milioni di euro. Tuttavia, il sequestro è stato revocato dopo che i Vitali hanno fornito garanzie, come le dimissioni di Cristian Vitali da amministratore unico della Expand e il rinnovo del collegio sindacale nella Vitali.
Secondo le indagini, la Vita Srl sarebbe stata utilizzata per convogliare debiti e problematiche pregresse, diventando una cosiddetta “bad company”. La situazione è peggiorata dopo una scissione con la Expand, avvenuta nel marzo 2022, che ha portato a una liquidazione volontaria e a un passivo di oltre 2 milioni di euro.
Le obbligazioni lussemburghesi
Un aspetto cruciale dell’indagine riguarda l’intreccio con la società lussemburghese Vi-Venture Investment Sa, che nel 2009 emise 350 obbligazioni ordinarie del valore di 100.000 euro ciascuna. Nel 2015, queste obbligazioni furono cedute alla Vita per oltre 36 milioni di euro, ma successivamente la società ha rinunciato a incassarne gli interessi, cedendole infine alla Expand Srl per un accollo di 21,7 milioni di euro di debiti bancari.
La Procura ha recentemente chiesto il fallimento anche della Expand, rivelando che le obbligazioni sono state vendute a una società lussemburghese per soli 200.000 euro, contribuendo a creare uno squilibrio finanziario. Questo scenario complesso ha portato a un’indagine approfondita, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità dei fratelli Vitali e la gestione della Vita Srl.