Negli ultimi tre mesi, a Bergamo, si sono registrate oltre 10.000 dimissioni, un dato in aumento rispetto ai periodi precedenti. Secondo i dati forniti dalla Cisl, il numero di cessazioni volontarie ha raggiunto 10.377 nel primo trimestre di quest’anno, con un incremento di 252 rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo fenomeno si inserisce in un contesto di mercato del lavoro in evoluzione, dove le opportunità non mancano, ma molti cercano condizioni lavorative più favorevoli.
Il picco delle dimissioni era stato registrato nel periodo post Covid, per poi stabilizzarsi. Tuttavia, le dimissioni volontarie sono tornate a crescere, evidenziando una continua ricerca di posti di lavoro migliori. Nel 2022, il numero di dimissioni aveva superato le 42.000, mentre nel biennio 2023-2024 si è assistito a una graduale diminuzione, con oltre 40.000 abbandoni, segnando un calo del -5,8% rispetto all’anno precedente.
Le lavoratrici madri e la mobilità lavorativa
Un aspetto significativo riguarda le lavoratrici madri, che in passato rappresentavano una quota elevata delle dimissioni. Attualmente, oltre tre quarti delle convalide di dimissioni sono riferite a donne, spesso a causa di una rete di servizi di cura insufficiente. La tendenza a lasciare un posto sicuro per perseguire un progetto di vita diverso o per cercare migliori condizioni lavorative, come salari più alti e maggiore flessibilità, continua a essere presente, con quasi il 40% delle cessazioni che avvengono su base volontaria.
Secondo Luca Nieri, segretario della Cisl di Bergamo, il territorio rappresenta uno dei contesti occupazionali più dinamici d’Italia, con un tasso di disoccupazione attorno all’1,3%. Questo scenario di mercato del lavoro è caratterizzato da una domanda di personale che supera spesso l’offerta disponibile. Pertanto, la mobilità lavorativa non è principalmente influenzata dalla mancanza di occupazione, ma dalla ricerca di opportunità professionali che rispondano meglio alle aspettative e alle esigenze delle persone.
Le aziende e la retention dei talenti
Nieri sottolinea che le aziende che riescono ad attrarre e trattenere i talenti sono quelle che, oltre a garantire una retribuzione competitiva, investono nella qualità dell’esperienza lavorativa. Tra gli elementi più ricercati dai lavoratori emergono la flessibilità degli orari, le misure di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, e l’adozione di modelli organizzativi che prevedono lo smart working. Inoltre, sono fondamentali percorsi di sviluppo professionale, programmi di formazione continua e concrete opportunità di crescita all’interno dell’organizzazione, temi su cui la contrattazione sindacale ha sempre posto grande attenzione.