Crisi immobiliare

Mercato immobiliare a Bergamo: vendere casa diventa difficile

Aree centrali in difficoltà, mentre i prezzi restano elevati nelle zone più sicure.

Mercato immobiliare a Bergamo: vendere casa diventa difficile

Il mercato immobiliare di Bergamo sta subendo un significativo restringimento, concentrandosi sempre di più sulle aree centrali. Secondo Gianfederico Belotti, direttore dell’Osservatorio immobiliare Valore Casa&Terreni, la città è ormai divisa tra una “city” con quotazioni elevate e zone dove è difficile vendere abitazioni e negozi. In particolare, aree come via Maj, via Madonna della Neve e via Maffei stanno vivendo un momento critico.

Queste zone, in seguito allo sgombero delle pensiline dell’autostazione, sono diventate rifugio per senzatetto e persone con problemi di dipendenze. I prezzi medi al metro quadro in via Madonna della Neve sono di 3.450 euro, mentre in via Maj si attestano a 2.850 euro. La paura di uscire di sera ha portato a una stagnazione del mercato: gli appartamenti, un tempo venduti rapidamente, ora rimangono sfitti o vengono affittati per brevi periodi.

La situazione ha portato a un restringimento della “city”, che ora comprende solo le vie più centrali. In via Locatelli, ad esempio, non ci sono problemi a vendere, ma a pochi passi di distanza la situazione cambia drasticamente. Belotti descrive questa dinamica come una divisione netta tra la “city”, sempre più ristretta, e le cosiddette “zone rosse”.

Impatto sui negozi

Anche i negozi stanno risentendo di questa crisi. Recenti episodi di furti e tentati furti hanno spinto diversi titolari di attività commerciali a considerare l’idea di lasciare la città. Un esempio è il bar Marly, situato tra Contrada Tre Passi e via Tasso, che ha subito danni alla vetrina per due volte. Il titolare ha dichiarato: “Stiamo pensando di andarcene, non ci sentiamo sicuri”.

La situazione per i negozi è simile a quella delle abitazioni, con un’area d’élite e una sempre più vuota. Zone come via XX Settembre, via Tiraboschi, via Zambonate e piazza Pontida continuano a resistere, ma a poche centinaia di metri la realtà cambia. In via Camozzi, ad esempio, si trovano numerosi negozi sfitti, e in via Paglia è impossibile vendere spazi commerciali, nemmeno ai grandi brand nazionali.