Morti bianche

Filago, Dario Stucchi muore schiacciato da un escavatore

Artigiano brianzolo di 62 anni deceduto durante lo scarico del mezzo. Accertamenti in corso sulla dinamica dell’accaduto.

Filago, Dario Stucchi muore schiacciato da un escavatore

Un artigiano edile di 62 anni, Dario Stucchi, ha perso la vita in un cantiere di Filago, nella Bergamasca. L’uomo, originario di Sulbiate e residente a Ornago, in provincia di Monza e Brianza, è rimasto schiacciato da un piccolo escavatore che stava scaricando da un camioncino. L’incidente si è verificato in via Verdi, davanti al figlio Simone, che ha tentato di prestare soccorso al padre.

La dinamica dell’incidente

Stucchi lavorava in un’impresa edile a conduzione familiare, nella quale era impegnato anche il figlio. Il cantiere, attivo da circa un anno e mezzo, riguardava la costruzione di una villetta monofamiliare su due piani, ormai completata e già abitabile. Restavano da eseguire alcune opere di finitura esterne nel terreno adiacente all’abitazione.

Secondo una prima ricostruzione, attorno alle 8.30 l’artigiano stava conducendo il piccolo escavatore lungo due rampe predisposte per consentirne la discesa dal camioncino. Una parte del mezzo avrebbe colpito una delle passerelle, che è poi crollata. L’escavatore si è ribaltato e ha travolto Stucchi, che sarebbe morto sul colpo. La dinamica dovrà essere verificata dagli accertamenti in corso.

Sul posto sono intervenuti il personale sanitario, i vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia locale e i tecnici dell’Ats. Il figlio Simone ha assistito alla tragedia e ha cercato di aiutare il padre, senza riuscire a salvarlo. La moglie della vittima, arrivata poco dopo essere stata informata dell’accaduto, ha avuto un malore per lo choc ed è stata accompagnata in ospedale. Dario Stucchi lascia anche una figlia, Veronica.

Le reazioni dei sindacati

La morte ha suscitato dolore tra familiari, amici e colleghi. Paolo Laface, amico della vittima, lo ha ricordato come una persona allegra e sempre disponibile, impegnata nel settore edile fin dall’adolescenza. «Uscire di casa per andare al lavoro e non tornare più», ha detto davanti al cantiere, dove si sono raccolti i parenti e gli amici più stretti.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di fare piena luce sull’accaduto e hanno riaperto il tema dell’età dei lavoratori impiegati in mansioni pesanti e rischiose. Angelo Chiari, responsabile del dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro della Cgil di Bergamo, ha sottolineato la necessità di rivedere le politiche previdenziali e di riconoscere la gravosità del lavoro come strumento di prevenzione. Luca Nieri, segretario della Cisl Bergamo, ha definito fondamentale accertare se l’incidente potesse essere evitato.

Marco Bonetti, segretario generale della Fillea Cgil di Bergamo, ha chiesto il riconoscimento dello status di vittime del dovere per i lavoratori deceduti o rimasti invalidi, con l’estensione delle tutele alle famiglie. Il funzionario Manuel Tropenscovino ha inoltre richiamato i dati del primo semestre in Lombardia: oltre 75 vittime sul lavoro e circa 57 mila infortuni.