Lutto artistico

Morto a 39 anni il comico Naveen Cassera

Originario dell’India, era cresciuto in Val Seriana e aveva iniziato il percorso sui palchi dopo la formazione milanese.

Morto a 39 anni il comico Naveen Cassera

È morto a 39 anni Naveen Cassera, comico bergamasco che nelle ultime settimane aveva raggiunto uno dei risultati più importanti della sua breve carriera artistica. Il riconoscimento era arrivato il 17 luglio, con la vittoria al concorso Bravo, grazie, definito nel testo la Champions League della comicità.

La notizia della scomparsa si è diffusa tra gli amici e negli ambienti dello spettacolo, suscitando incredulità e dolore. Solo il giorno precedente, l’ultimo post pubblicato su Facebook lo ritraeva sorridente a Lovere, sulle sponde del lago d’Iseo, durante una giornata estiva. Altri contenuti condivisi nei giorni precedenti lo mostravano insieme ad artisti impegnati in spettacoli ai quali partecipava anche lui.

Dall’infanzia in Val Seriana al palcoscenico

Nato in India, Cassera era arrivato in Val Seriana quando aveva appena nove mesi. Era stato adottato da una coppia del territorio: la madre era originaria di Ardesio e il padre di Gazzaniga. In seguito, la famiglia aveva adottato anche una bambina indiana; il terzo figlio era invece nato dalla coppia. In valle Naveen aveva costruito la propria vita e la propria famiglia, diventando padre di due figli ancora adolescenti.

Prima di dedicarsi alla comicità aveva lavorato come animatore turistico nei villaggi e, dopo essere diventato padre, aveva concentrato la sua attività professionale su un impiego in ferramenta e successivamente in un’azienda di Cologno al Serio. La svolta era arrivata più di recente, con la scelta di investire nel talento per il palco e nella capacità di instaurare un rapporto diretto con il pubblico.

La formazione e i primi riconoscimenti

Nel 2024 si era iscritto all’Accademia del Comico di Milano, seguendo un percorso triennale. La formazione aveva accompagnato le prime esperienze nei contest e nelle rassegne dedicate alla comicità. In primavera era arrivata anche la vittoria al Premio Nebbia Città di Milano, un appuntamento rivolto ad artisti della scena comica nazionale.

Il primo posto ottenuto a Bravo, grazie sembrava poter rappresentare un passaggio decisivo verso nuovi palcoscenici e possibili occasioni televisive. La sua attività, però, si è interrotta prematuramente. Il racconto della vicenda richiama un dolore interiore che, nonostante il sorriso mostrato in pubblico e l’entusiasmo per i recenti traguardi, sarebbe diventato insostenibile. Le circostanze della morte non vengono precisate nel testo.