Omar Njai, 27 anni, originario del Gambia, è stato investito da un autobus elettrico dell’eBrt mentre raggiungeva il posto di lavoro. L’incidente è avvenuto a Lallio, in via Provinciale, a pochi metri dalla fabbrica di pentole Baldassare Agnelli, dove il giovane lavora come magazziniere. Il ciclista stava percorrendo la corsia riservata al bus in direzione di Dalmine, in attesa di svoltare a destra verso il cortile dell’azienda.
Secondo la ricostruzione riferita dal giovane, in quel tratto mancava uno spazio laterale dedicato alle biciclette. Njai avrebbe visto arrivare alle sue spalle il pullman giallo e interpretato gli abbaglianti come un invito a spostarsi. Ha quindi cambiato traiettoria verso la corsia destinata alle automobili. Nello stesso momento, però, anche il mezzo pubblico ha effettuato la manovra, finendo per travolgerlo. La bicicletta, riportata in azienda, non avrebbe riportato danni significativi.
Il 27enne è caduto e ha battuto la testa. A prestargli i primi soccorsi è stato un medico di passaggio, che ha eseguito le manovre di emergenza e chiamato il 118. Dopo il trasferimento all’ospedale Papa Giovanni, il giovane è stato ricoverato con due costole fratturate e una contusione polmonare. Ha raccontato di non ricordare la dinamica dell’impatto e di essersi ritrovato a terra. In Italia dal 2016, Njai ha spiegato che stava andando al lavoro come ogni mattina e che intende tornare sia alla guida della sua mountain bike sia alla propria attività.
Le contestazioni sulla viabilità
L’episodio riaccende le discussioni sulla sicurezza del percorso eBrt, inaugurato il 3 agosto. Nei giorni precedenti, a Dalmine, due motociclisti si erano scontrati all’altezza di una rotonda attraversata dalla corsia preferenziale, sostenendo di essere ripartiti con il semaforo verde e di essersi trovati davanti l’autobus. In via Bonomelli, inoltre, il semaforo era rimasto rosso per gli automobilisti per circa sette minuti. La questione riguarda soprattutto i tratti in cui pedoni e ciclisti dispongono di spazi ridotti e sono costretti a procedere accanto alla corsia riservata.
Atb ha sostenuto che il ciclista stesse violando il codice della strada, poiché la provinciale 525 era libera e non avrebbe dovuto percorrere la corsia destinata al trasporto pubblico. La sindaca di Lallio Sara Peruzzini ha però chiesto di affrontare le criticità senza entrare nel merito delle responsabilità individuali. A suo avviso non si tratta di aspetti secondari, ma di problemi legati alla sicurezza, sui quali occorre intervenire prima che si verifichi un episodio più grave.
Le richieste di chi usa la bicicletta
Una posizione analoga è stata espressa dal consigliere comunale di Bergamo Cesare Di Cintio, secondo cui la mobilità sostenibile deve permettere a chi si sposta in bicicletta per lavoro di farlo senza rischi. Anche l’associazione A.ri.bi., Associazione per il rilancio della bicicletta, ha chiesto di garantire spazi adeguati e non soltanto di stabilire dove le biciclette non possono transitare.
L’associazione propone inoltre di modificare il codice della strada e di affrontare a livello nazionale la circolazione delle biciclette nelle corsie riservate al trasporto pubblico, quando le condizioni lo consentono. La richiesta prende spunto da alcune esperienze europee in cui autobus e biciclette condividono lo stesso spazio. Preoccupati sono anche i titolari delle attività affacciate sul percorso. Angelo Agnelli, proprietario dell’azienda in cui lavora Njai e del ristorante Bolle, ha definito il punto estremamente pericoloso e ha lamentato l’assenza di un passaggio sicuro per raggiungere le attività commerciali.