Passione in pista

Cento appassionati seguono e fotografano ogni aereo

Nata nel 2015, la realtà bergamasca riunisce esperti di velivoli e organizza trasferte negli scali europei.

Cento appassionati seguono e fotografano ogni aereo

Li riconoscono dalla livrea, dal modello e perfino dalla sagoma. Spesso conoscono in anticipo gli orari di partenza e di arrivo e si appostano nei punti di osservazione attorno allo scalo, con un teleobiettivo o con un semplice cellulare. Sono gli Orio Spotters, gruppo di appassionati che segue ogni movimento dell’aeroporto e documenta con le immagini ciò che accade sulle piste.

Le prime presenze organizzate risalgono agli anni Settanta, quando l’arrivo di un velivolo era ancora un avvenimento e lo scalo aveva dimensioni molto più contenute. All’epoca si chiamavano Amici dell’aeroporto. Nel tempo il gruppo è cresciuto insieme all’aeroporto e oggi conta circa cento persone, per l’80% uomini. Nel 2015 è stata costituita l’associazione di settore, che riunisce persone con interessi diversi ma accomunate dall’attenzione per l’aviazione.

Un archivio costruito nel tempo

«La passione di base è per la fotografia, unita a quella per l’aviazione in genere», racconta il vicepresidente Omar Rigamonti, 47 anni. Tra gli iscritti c’è chi osserva soprattutto le dinamiche dello scalo, chi segue i lavori, chi predilige i mezzi militari e chi annota ogni dettaglio dei voli. Altri, invece, si limitano a guardare i velivoli decollare e atterrare.

Lo strumento più utilizzato è Flight Radar 24, l’applicazione che mostra su una mappa i voli in tempo reale e consente di intercettare anche gli arrivi imprevisti. È accaduto il 17 agosto, quando un Boeing 787-10 di Korean Air, il più grande mai atterrato nello scalo, è stato dirottato in attesa che la bufera si placasse a Malpensa. Il velivolo è rimasto per tre ore sotto gli obiettivi degli appassionati, capaci di restare sul posto anche con pioggia e buio.

Tra i punti più frequentati ci sono il parcheggio multipiano vicino a Oriocenter e l’area in testata di pista nei pressi del Serio, a Grassobbio. Le presenze aumentano nei fine settimana e nelle ore serali, ma il gruppo si mobilita anche quando una segnalazione nella chat WhatsApp annuncia un arrivo particolare. C’è chi porta una scaletta per osservare oltre la recinzione, chi arriva con i figli e chi si ferma durante una commissione.

Il rapporto con lo scalo

Rigamonti racconta di avere iniziato a scattare fotografie a 12 anni, con le diapositive. Oggi conserva un archivio personale di decine di migliaia di immagini, mentre quello dell’associazione ne raccoglie milioni. Gli Spotters hanno pagine social, magliette e pettorine con i loghi e organizzano trasferte negli aeroporti europei. A luglio, in cinquanta, hanno raggiunto Zurigo in pullman.

Il gruppo mantiene inoltre un rapporto positivo con Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto. In occasione del Gran Premio di Monza gli iscritti possono partecipare a tour fotografici autorizzati sul piazzale, mentre con la società si discute della possibile realizzazione futura di una terrazza panoramica. Per Rigamonti, la crescita della comunità è legata anche ai social e a un interesse difficile da spiegare: «Forse c’entra il fascino del volo: l’aereo fa una cosa che l’uomo non riesce a fare».