Vertenza scolastica

Docenti Jac senza stipendi: sciopero a San Paolo d’Argon

I crediti regionali ceduti a Banca Sistema complicano gli arretrati e spingono i lavoratori a chiedere l’intervento ministeriale.

Docenti Jac senza stipendi: sciopero a San Paolo d’Argon

Oggi, 4 novembre, all’abbazia di San Paolo d’Argon la Cgil ha organizzato uno sciopero dei lavoratori della JobsAcademy. La protesta nasce dal mancato pagamento di stipendi e compensi arretrati e si inserisce in una situazione di forte incertezza per gli studenti e per i professionisti impegnati nei percorsi di alta formazione.

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, l’astensione dal lavoro è diventata una pratica ricorrente. Agli studenti la Regione ha garantito la possibilità di conseguire il diploma e, per chi è all’ultimo anno, di sostenere gli esami. Resta invece irrisolta la questione dei docenti e dei collaboratori esterni che da mesi non ricevono quanto dovuto per l’attività svolta.

La cessione dei crediti alla banca

Il nodo principale riguarda le operazioni di cessione del credito concluse tra il 2023 e il 2025 dalle fondazioni Its JobsAcademy Italia e JobsAcademy Lombardia. Gli enti avrebbero ceduto a Banca Sistema i crediti vantati nei confronti della Regione per ottenere liquidità immediata, attraverso un meccanismo simile al factoring. La banca, dopo aver anticipato le somme, dovrebbe ora incassare dalla Regione gli importi maturati.

La Regione sarebbe venuta a conoscenza dell’operazione il 14 luglio, attraverso una comunicazione dell’istituto di credito. La successiva formalizzazione della cessione ha ridotto i margini per un intervento diretto dell’assessorato all’Istruzione, che aveva valutato una soluzione analoga a quella adottata a maggio per Ikaros. In quell’occasione era stata distribuita una premialità di 1,5 milioni di euro agli insegnanti rimasti senza compensi.

Arretrati e verifiche sui fondi

I crediti ceduti ammonterebbero a diversi milioni di euro. Nel frattempo, alla Regione sono stati notificati numerosi atti di pignoramento, presentati soprattutto da docenti. Le verifiche sulle rendicontazioni avrebbero inoltre evidenziato somme non giustificate per 6,5 milioni di euro, che JobsAcademy dovrebbe restituire. L’importo sarebbe superiore a quello che l’ente sostiene di dover ancora riscuotere.

La vicenda si intreccia anche con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dal 2023 a JobsAcademy sarebbero stati assegnati quasi 23 milioni di euro dal ministero dell’Istruzione. Considerate le difficoltà legate alle risorse regionali, sindacato e insegnanti chiedono ora a Roma di individuare una soluzione per il pagamento diretto dei compensi arretrati.

La richiesta è stata sottoscritta da 15 insegnanti, tutti collaboratori esterni. I lavoratori chiedono che il riconoscimento delle somme dovute resti separato dalle sorti dell’accreditamento dell’ente, dall’eventuale subentro di una nuova organizzazione e da future possibilità di collaborazione. Daniele Nembrini, founder della struttura, si trova agli arresti domiciliari dal settembre scorso con l’accusa di peculato, contestazione legata all’utilizzo di fondi pubblici. JobsAcademy, contattata tramite il responsabile della comunicazione, non ha per ora fornito una replica.