Il recupero del Grand Hotel di San Pellegrino Terme procede con una fase di analisi tecnica dell’edificio storico. A fare il punto sul progetto è Ebbie Khan Nakhjavani, alla guida di Ekn, il gruppo che sta sviluppando l’intervento. Prima di passare alla progettazione di dettaglio e all’iter autorizzativo, i consulenti stanno verificando le condizioni della struttura, considerata la sua dimensione e la complessità degli elementi costruttivi esistenti.
Il cronoprogramma
Secondo il programma illustrato da Nakhjavani, le attività di valutazione dovrebbero proseguire per poco più di un anno. L’obiettivo è completare la fase progettuale nel primo trimestre del 2028, per poi affrontare circa due anni dedicati a costruzione, restauro, collaudi e preparazione dell’attività alberghiera. La previsione indicata dal gruppo è di ultimare l’intervento nel quarto trimestre del 2030 e di accogliere i primi ospiti entro Natale 2030.
Il progetto mantiene un valore stimato di circa 70 milioni di euro, cifra inserita nel business plan predisposto con lo Studio Bnc di Bergamo. Il budget, ha spiegato il promotore, sarà comunque aggiornato con l’avanzamento della progettazione. A oggi Ekn avrebbe investito circa 3 milioni di euro per finanziare le attività tecniche e di sviluppo. Una quota più consistente è prevista nel corso del 2027, mentre la capitalizzazione complessiva dovrebbe procedere per fasi, con una struttura finanziaria più ampia nella fase dei lavori.
Il gruppo non ha fissato un limite di spesa oltre il quale interrompere l’operazione. La strategia dichiarata è monitorare i costi durante tutte le fasi e arrivare all’avvio del cantiere con un quadro il più possibile definito. Nel budget sono previsti margini per eventuali aumenti. Tra i principali fattori di rischio vengono indicate le condizioni non ancora conosciute all’interno di un edificio storico di grandi dimensioni, che potrebbero emergere durante il restauro e incidere sui tempi.
Gestione e occupazione
Non è ancora stato annunciato il marchio alberghiero destinato a gestire la struttura. Ekn sta definendo gli accordi con un brand internazionale di lusso e prevede di comunicare la partnership nei prossimi mesi. Il riferimento a Marriott, circolato nelle indiscrezioni, non è stato confermato. Anche la scelta dell’impresa di costruzioni non è stata ancora effettuata.
Il gruppo afferma di voler coinvolgere, quando possibile, imprese locali e realtà specializzate di Bergamo e della Valle Brembana. Per la futura gestione vengono stimati 300-400 posti di lavoro, tra collaboratori a tempo pieno e part-time, in relazione alle dimensioni dell’hotel, all’offerta wellness e al livello di servizio previsto.
Tra gli obiettivi indicati rientrano inoltre percorsi di formazione e tirocinio con le scuole alberghiere e gli istituti di formazione culinaria del territorio. L’intenzione è offrire agli studenti di San Pellegrino, della Valle Brembana e dell’area bergamasca la possibilità di prepararsi all’attività nel settore dell’ospitalità. Per Ekn, il rilancio dell’edificio dovrebbe accompagnarsi a ricadute sull’economia locale e all’arrivo di nuovi visitatori.
Nakhjavani ha infine ribadito l’impegno del gruppo a riportare in attività il Grand Hotel, sottolineando il valore che la struttura riveste per la comunità. Il progetto resta tuttavia legato alle verifiche tecniche, alla progettazione, alle autorizzazioni e alla definizione dei partner: sono questi i passaggi che dovranno precedere l’avvio del restauro e il rispetto dell’obiettivo fissato per la fine del 2030.