Ats Bergamo ha presentato i risultati conclusivi dello Studio Epidemiologico sullo stato di salute dei residenti nell’area circostante l’aeroporto di Bergamo. Secondo l’analisi, non ci sono differenze significative nello stato di salute dei residenti rispetto al resto della provincia, e le emissioni atmosferiche non mostrano impatti sanitari rilevanti. Tuttavia, l’inquinamento acustico continua a richiedere attenzione.
Il quadro generale emerso è sovrapponibile a quello dell’indagine eseguita nel 2015, quando non erano state riscontrate criticità legate a patologie riconducibili all’attività aeroportuale, nonostante il disturbo acustico. Il rumore aeroportuale è stato identificato come un elemento di disturbo, ma la correlazione di causalità è risultata minore nel questionario del 2026 rispetto al 2015.
Qualità dell’aria e salute
Per quanto riguarda la qualità dell’aria, l’analisi dei principali inquinanti, come PM10 e PM2.5, ha evidenziato che le emissioni atmosferiche aeroportuali non determinano incrementi significativi di eventi sanitari nella popolazione esposta. È stata osservata una stima elevata di NO2 in relazione al diabete, ma non coerente con le stime di Health Impact Assessment e con la specificità attesa dell’inquinante.
In sintesi, i risultati epidemiologici non documentano un incremento dei principali rischi sanitari clinici nei territori prossimi all’aeroporto rispetto ad aree più lontane. Questo giudizio è supportato dal confronto con il report del 2015, che non aveva evidenziato differenze per incidenza e mortalità, né associazioni con la pressione arteriosa o prevalenza di ipertensione.
Monitoraggio e sostenibilità
È quindi opportuno mantenere un monitoraggio aggiornato per analizzare le possibili evoluzioni. Massimo Giupponi, Direttore Generale di Ats Bergamo, ha dichiarato che lo studio ha confermato una sostanziale stabilità del quadro epidemiologico e la necessità di gestire l’impatto acustico dell’aeroporto sui residenti. Giovanni Sanga, presidente di Sacbo, ha sottolineato che lo studio esclude l’esistenza di un “caso aeroporto” e che il quadro della salute è equivalente a quello di dieci anni fa.
Nonostante i risultati positivi, Sanga ha evidenziato l’importanza di un monitoraggio periodico, oltre le prescrizioni ministeriali, e ha confermato la collaborazione con Ats per garantire la sostenibilità e la mitigazione ambientale, coinvolgendo tutti gli attori dell’attività aeronautica.