Formazione e giovani

Valditara: i ragazzi non sono bulli, ma talenti da valorizzare

Il ministro dell'Istruzione sottolinea l'importanza di appassionare i ragazzi e valorizzare le loro attitudini.

Valditara: i ragazzi non sono bulli, ma talenti da valorizzare

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha partecipato a un incontro organizzato dalla Cdo a Bergamo, dove ha affrontato il tema della formazione e delle prospettive per i giovani. Durante l’evento, Valditara ha lanciato un appello a smettere di etichettare i ragazzi come ‘bullì o ‘sfaticati’, sottolineando invece che sono ‘talenti da scoprire’ e che vanno appassionati.

Il ministro ha condiviso la sua esperienza, affermando di aver visitato 350 scuole in tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino, e di aver riscontrato in questi ragazzi un’energia e una curiosità incredibili. Ha evidenziato l’importanza di una didattica costruita ad hoc per individuare e valorizzare i talenti dei giovani.

Riforma del 4+2 e opportunità per i giovani

Il confronto, promosso dal presidente della Cdo, Alberto Capitanio, ha visto la partecipazione di un ampio parterre istituzionale, comprendente rappresentanti del Comune, dell’Università, degli industriali e della diocesi. Valditara ha espresso soddisfazione per l’applicazione della riforma del 4+2 in Lombardia, sottolineando la collaborazione tra scuole e mondo della produzione. Questa riforma prevede quattro anni di scuola superiore ad indirizzo tecnico, seguiti da due anni facoltativi nei corsi degli Its Academy per formare ‘tecnologi’ altamente specializzati.

Il ministro ha anche sottolineato che il tasso di disoccupazione nella provincia di Bergamo è sotto l’1%, evidenziando come il territorio rappresenti un terreno fertile per il buon funzionamento della riforma. Ha descritto l’ecosistema territoriale come ‘concreto’ e capace di muoversi insieme per cogliere le opportunità offerte dalla riforma.

Rivoluzione culturale e cambiamento di mentalità

Valditara ha inoltre messo in guardia contro il rischio di ridurre la questione a un semplice mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Ha parlato della necessità di una ‘rivoluzione culturale’ per valorizzare le diverse attitudini dei ragazzi in modo paritario. Ha evidenziato come molte famiglie faticano a riconoscere il potenziale dei percorsi di istruzione tecnica e professionale, spesso considerati inferiori rispetto ai licei classici.

Infine, il ministro ha visitato l’Aea (Aircraft Engineering Academy) di Azzano San Paolo, dove il presidente Alessandro Cianciaruso ha proposto di unire gli istituti aeronautici sotto la denominazione ‘Liceo delle professionalità aeronautiche’.