Il progetto dello Skidome di Selvino resta fermo dopo circa 15 anni dal primo annuncio, ma i promotori non intendono archiviarlo. L’obiettivo è riavviare l’iter per la realizzazione di una struttura dedicata agli sport invernali sull’altopiano, a condizione di ottenere i permessi necessari e di definire un nuovo accordo istituzionale.
A sostenere l’iniziativa è Angelo Bertocchi, 77 anni, assessore al Turismo di Selvino e tra i principali fautori dell’opera. Il progetto ha attraversato diversi stop and go: l’accordo di programma sottoscritto nel 2011 è scaduto dopo una proroga terminata nel 2023. Nel frattempo, secondo quanto riferito dai promotori, sono stati spesi oltre 700 mila euro per l’acquisto di alcuni terreni, le caparre relative ad altri sedimi, i carotaggi, la progettazione e la predisposizione di un business plan asseverato.
Il passaggio amministrativo
La ripartenza dipenderà soprattutto dal quadro amministrativo. Dopo il cambio dell’amministrazione comunale e l’elezione del sindaco Andrea Santopietro nel 2024, il Comune di Selvino ha mostrato un atteggiamento favorevole all’iniziativa. Anche il sindaco di Aviatico, Mattia Carrara, si è detto favorevole alla struttura. Tra i possibili passaggi viene indicata una variante specifica all’attuale piano di governo del territorio.
Il nodo principale resta però la sottoscrizione di un nuovo accordo di programma con Regione Lombardia e Provincia. Con quest’ultima, riferiscono i promotori, sono state recentemente riavviate le interlocuzioni. Il progetto potrebbe inoltre essere sottoposto all’attenzione della Federazione italiana sport invernali, con l’ipotesi di trasformare l’impianto in un centro permanente per la preparazione di atleti di sci alpino, snowboard e freestyle.
Costi, sostenibilità e investimenti
Nel corso degli anni l’iniziativa ha ricevuto anche critiche sul piano ambientale ed energetico. Legambiente aveva definito lo Skidome una struttura particolarmente energivora, considerando la necessità di mantenere temperature intorno ai -6 gradi e di produrre ghiaccio. I promotori hanno replicato sostenendo che i consumi sarebbero paragonabili a quelli di una piccola fabbrica e che l’impianto potrebbe utilizzare biometano rinnovabile.
Il progetto è stato intanto ridimensionato. La pista, inizialmente prevista per una lunghezza di 650 metri, è stata rivista a circa 500 metri. La modifica avrebbe contribuito a ridurre la stima dei costi: dai 60 milioni di euro iniziali si è passati a una previsione di circa 40 milioni. L’idea è procedere eventualmente per fasi, concentrando il primo intervento sull’impianto sportivo e rinviando a un secondo momento servizi come la palestra di arrampicata e l’hotel.
Resta da individuare la copertura finanziaria. Bertocchi riferisce di contatti con diversi fondi di investimento e con alcuni istituti di credito, ma gli eventuali finanziatori attenderebbero garanzie sulla concreta fattibilità dell’opera prima di avanzare proposte. Per rafforzare la credibilità dell’iniziativa, i promotori hanno investito 40 mila euro nell’asseverazione del business plan. Al 15 ottobre 2026, il punto decisivo resta quindi il passaggio dalla documentazione alla riapertura formale dell’iter autorizzativo.