Memoria storica

Tragedia mineraria a Marcinelle: 70 anni dopo

Settanta anni fa l'incidente nella miniera belga di Bois du Cazier segnava la storia dell'emigrazione italiana.

Tragedia mineraria a Marcinelle: 70 anni dopo

Il 8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier in Belgio, si è consumata la più gravosa sciagura mineraria della storia d’Europa, con un bilancio di 262 morti, dei quali 136 erano immigrati italiani, tra cui Assunto Benzoni di Endine Gaiano, di soli 30 anni. Questa tragedia è diventata un evento simbolo dell’emigrazione italiana, alimentato da un accordo dell’epoca che prevedeva il trasferimento di 50.000 italiani nelle miniere belghe in cerca di lavoro e opportunità.

La catastrofe avvenne a causa di un’esplosione di grisou, che inghiottì i lavoratori in un abisso di fumo e fiamme, profondo oltre mille metri. Tra le vittime, i volti di uomini e donne afflitti dalla perdita: una bimba piangeva straziata al di là dei cancelli, mentre un soccorritore tentava invano di scendere nel buco nero, consapevole che solo 13 superstiti potessero essere salvati da quel disastro. Il dolore era tangibile, con gli occhi pieni di lacrime di mogli e madri che stavano per affrontare una realtà insostenibile.

Un ricordo che persiste

Il disegnatore Rino Ferrari ha immortalato la tragedia tramite le sue opere, lasciando il suo nome scolpito nella memoria collettiva. I personaggi ritratti, simboli di speranza e disperazione, non hanno nomi specifici, ma possono essere identificati con le figure iconiche di quella giornata: la vittima e il testimone. Lino Rota, testimone della sciagura, oggi 97enne, continua a ricordare e raccontare quei momenti terribili, sostenendo così la memoria di chi ha perso la vita.

Quella tragedia ha segnato profondamente l’Italia e il Belgio, richiamando l’attenzione sulla condizione degli immigrati. L’immagine dell’Eldorado belga, di cui si parlava nei manifesti pubblicitari, si è rivelata ben diversa, pur promettendo un buon salario. Infatti, molti italiani si sono trovati ad affrontare condizioni di lavoro precarie e pericolose, come è dimostrato da questo evento drammatico. Oggi, a distanza di settant’anni, il ricordo di Marcinelle e delle sue vittime continua a vivere nei cuori di chi ancora oggi lotta per il riconoscimento di tutti quegli emigrati che hanno cercato fortuna all’estero.