L’invecchiamento della popolazione, le pensioni spesso insufficienti e i costi elevati per l’assistenza agli anziani stanno mettendo sotto pressione migliaia di famiglie bergamasche. A lanciare l’allerta è la Fnp Cisl Bergamo, che denuncia come il sistema attuale della non autosufficienza scarichi gran parte del peso economico sulle famiglie e, nei casi più complessi, anche sulle amministrazioni locali.
Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio della Fnp Cisl, in provincia di Bergamo vivono oltre 230 mila persone con più di 65 anni su una popolazione complessiva di circa 1,2 milioni di abitanti. Di queste, circa il 21%, pari a poco meno di 50 mila persone, è stimato in condizioni di non autosufficienza. A questi si aggiungono gli anziani che vivono soli o che necessitano di un sostegno temporaneo.
L’offerta di servizi, però, appare insufficiente rispetto alla domanda. In provincia sono disponibili circa 6.600 posti letto nelle Rsa e risultano meno di 6 mila badanti regolarmente registrate all’Inps. Secondo il sindacato, questo significa che almeno 35 mila anziani fanno affidamento su assistenti irregolari oppure vengono seguiti direttamente dai familiari.
Una situazione che comporta un enorme impegno economico. Tra il costo delle badanti, le rette delle Rsa e le altre spese legate all’assistenza, le famiglie bergamasche sostengono ogni anno almeno 200 milioni di euro, una cifra che, sottolinea la Fnp, rappresenta un risparmio per lo Stato, ancora in attesa di dare piena attuazione alla legge sulla non autosufficienza.
Pensioni e costi dell’assistenza
Il problema si intreccia con quello delle pensioni. In provincia vengono erogate 277.263 pensioni di vecchiaia, di cui circa 119 mila a donne, con un importo medio di 1.578,72 euro mensili: 1.918 euro per gli uomini e 1.126 euro per le donne. L’assegno medio complessivo nel 2025 si è attestato intorno ai 1.300 euro, ma oltre 135 mila pensionati percepiscono meno di mille euro al mese. La maggior parte di questi è costituita da donne, circa 96 mila, mentre tra gli uomini gli assegni più bassi riguardano soprattutto pensioni sociali, di invalidità e ai superstiti.
A fronte di questi redditi, i costi dell’assistenza risultano sempre più difficili da sostenere. Una badante comporta una spesa compresa tra 15 e 18 mila euro all’anno, cui si aggiungono farmaci, visite specialistiche, ausili sanitari, trasporti e altre spese quotidiane. Quando l’assistenza domiciliare non è più sufficiente, il ricorso a una Rsa può superare i 2 mila euro al mese, una cifra superiore alla pensione media percepita dai pensionati bergamaschi.
Proposte per il futuro
Per la Fnp Cisl, la crescita dei bisogni assistenziali procede a un ritmo molto più rapido rispetto alla capacità di risposta delle famiglie e del sistema pubblico. A incidere è anche il cambiamento della struttura familiare, con nuclei sempre più piccoli, spesso composti da un solo figlio o privi di figli, destinati a ricorrere sempre più frequentemente a badanti, servizi domiciliari e strutture residenziali. Una tendenza che, evidenzia il sindacato, rischia di aumentare ulteriormente i costi a carico delle famiglie e, quando queste non riescono a sostenere le spese, delle amministrazioni comunali.
“Anche per affrontare questi temi – afferma Giacomo Meloni, segretario generale della Fnp Cisl Bergamo – abbiamo presentato il Piano Anziani 25/50, una proposta che sarà la base del confronto con le amministrazioni locali del territorio bergamasco. Un piano che necessita anche del sostegno economico della Regione e del Governo per garantire a tutti la possibilità di invecchiare con dignità e nella propria casa”. Meloni ricorda inoltre alcune delle iniziative già avviate dal sindacato, tra cui il Fondo per la non autosufficienza promosso insieme a Zurich e alla Fnp Lombardia, la cui adesione sarà possibile da gennaio 2027, la sperimentazione del geriatra di comunità sostenuta da Regione Lombardia e i primi progetti di housing sociale. “Sono primi passi positivi – conclude – di un percorso complesso ma indispensabile, che la Fnp continuerà a sostenere mettendo sempre al centro la persona”.