Conti in rosso

Bianchi avvia la composizione negoziata per la crisi

Debiti bancari e cassa integrazione dopo il maxi piano produttivo nello stabilimento bergamasco

Bianchi avvia la composizione negoziata per la crisi

Bianchi, storico produttore di biciclette con sede a Treviglio, ha chiesto l’apertura di una composizione negoziata della crisi. La procedura è prevista per le imprese che si trovano in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario e punta a favorire il risanamento attraverso il confronto con i creditori, con il supporto di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.

La notizia è stata resa pubblica inizialmente da Escape Collective, magazine online specializzato nel ciclismo, e successivamente confermata da Tony Grimaldi, da quattro mesi amministratore delegato di Bianchi. Grimaldi, che ricopre anche l’incarico di amministratore del gruppo svedese Cycleurope, cui fa capo la società bergamasca, ha definito la procedura uno strumento trasparente per accompagnare la ristrutturazione. Secondo quanto riferito, il percorso avrebbe già favorito un dialogo costruttivo con gli istituti di credito.

Il peso degli investimenti

La crisi arriva dopo una fase di forte crescita e di importanti investimenti. Tra il 2014 e il 2019 il fatturato di Bianchi era rimasto compreso tra 50 e 60 milioni di euro. Nel periodo successivo alla pandemia, le vendite sono salite a 70,8 milioni nel 2020, a 99,1 milioni nel 2021, a 107,7 milioni nel 2022, fino ai 110 milioni del 2023 e ai 114,4 milioni del 2024.

Proprio tra il 2021 e gli anni successivi, l’azienda aveva programmato un investimento da 40 milioni di euro per rinnovare il sito produttivo di Treviglio. Il primo lotto, da 30 milioni, è stato completato nel giugno 2024 con l’apertura di uno stabilimento da 18 mila metri quadrati. La nuova linea produttiva è stata progettata per realizzare una bicicletta ogni quattro minuti, con una capacità indicata in circa mille pezzi al giorno.

Nel frattempo, però, il mercato delle biciclette ha dovuto fare i conti con un eccesso di capacità produttiva. Bianchi ha chiuso il 2023 con una perdita di 7 milioni di euro e il 2024 con un rosso di 7,3 milioni. Alla fine dello scorso esercizio il debito verso le banche ammontava a 64 milioni di euro. Il bilancio relativo al 2025 non è ancora stato pubblicato.

La procedura e i lavoratori

Un ulteriore segnale del cambio di scenario è arrivato dalla revisione del piano attuativo per lo sviluppo dell’area produttiva, approvata dalla giunta di Treviglio. Il progetto prevede di trasformare il magazzino interno in una struttura logistica da 21 mila metri quadrati, eventualmente cedibile a soggetti terzi, oltre alla realizzazione di una piccola area commerciale non prevista in origine. Questi asset potrebbero contribuire al riequilibrio finanziario e al rientro del debito.

Il 29 settembre è stato nominato l’esperto esterno Eugenio Bissocoli. Il 19 ottobre il Tribunale di Bergamo ha confermato le misure protettive, fissando al 19 febbraio il termine per la conclusione della procedura. La composizione negoziata è uno strumento destinato alle imprese che dispongono ancora di risorse e prospettive per tentare il rilancio attraverso un accordo con i creditori.

La situazione coinvolge anche i dipendenti dello stabilimento. Secondo quanto riferito dal sindacato, attualmente gli addetti sono 181 e nel corso dell’anno la produzione è stata interrotta per circa trenta giornate di cassa integrazione. Simone Grisa, operatore della Fiom-Cgil, ha confermato che l’azienda ha comunicato l’avvio della procedura e che i lavoratori hanno chiesto di incontrare l’esperto incaricato.