Storia del territorio

Il nuovo Museo Mast riporta l’ara romana nel percorso espositivo

A fine ottobre l’apertura nell’ex chiesa di Santa Maria la Rossa, con tombe, affreschi e tracce longobarde.

Il nuovo Museo Mast riporta l’ara romana nel percorso espositivo

Si avvicina l’apertura del Museo archeologico e storico Mast, allestito nell’ex chiesa di Santa Maria la Rossa, in via Pontirolo, nella zona Nord di Treviglio. Il nuovo spazio culturale sarà aperto al pubblico a fine ottobre, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista il 23 o 24 ottobre.

La presentazione del progetto si è svolta al Tnt, nell’ambito del festival TreviglioCultura. Il complesso era stato acquistato dal Comune nel 1983 e il recupero dell’edificio è stato sostenuto anche attraverso il progetto di rigenerazione urbana del Pnrr, che ha garantito un finanziamento di un milione di euro. Per il secondo lotto è stato acceso un mutuo da 1,1 milioni. L’investimento complessivo per la riqualificazione ha raggiunto 3 milioni di euro, secondo quanto riferito dal sindaco Juri Imeri.

Il patrimonio romano e longobardo

Tra i reperti più importanti del percorso ci sarà un’ara funeraria romana, risalente a circa duemila anni fa. L’altare, utilizzato per indicare una tomba e celebrare i riti funebri, è attualmente custodito nel Museo archeologico di Bergamo e sarà riportato a Treviglio per essere collocato nel grande atrio del Mast.

La sezione dedicata all’età romana approfondirà il tema dell’arte funeraria. Saranno esposti la tomba rinvenuta in viale XXIV Maggio, un vaso a trottola di tradizione celtica, alcune fibule e i reperti della necropoli romana individuata all’interno della cava Nct. L’Alto Medioevo sarà invece rappresentato dalla necropoli longobarda scoperta tra Treviglio e Casirate durante i lavori per la linea ferroviaria ad alta velocità.

Le testimonianze dell’ex chiesa

Un altro elemento di rilievo è costituito dalle figure delle sibille emerse sull’arcata romanica. Il recupero è stato eseguito attraverso un lungo lavoro di descialbo, con la rimozione degli strati di calce sovrapposti nel tempo alle pareti. Tra le immagini riconoscibili ci sono Mosè con le Tavole della Legge, la Sibilla Cumana e la Sibilla Agrippina.

La chiesa fu costruita tra il 1494 e il 1514 e nel 1585 passò ai Cappuccini. Il progetto di allestimento, curato da Studio Base 2 con Pierluigi Fontanesi, punta a valorizzare le strutture esistenti senza cancellarle. Il racconto del territorio sarà affidato ai reperti e organizzato su tre livelli di lettura: per immagini, per mappe e per relazioni, con contenuti destinati agli approfondimenti.

Nel percorso troverà spazio anche la centuriazione romana, resa visibile attraverso una griglia da attraversare, così da trasformare l’assetto del territorio in un’esperienza concreta. Il Mast sarà inoltre dotato di ambienti per le scuole, con un’aula per i laboratori e una sala destinata alle attività esperienziali. Nell’ex chiesa saranno collocati anche un punto per il ritiro dei libri e una sezione dedicata alla storia locale e al territorio.

L’obiettivo dichiarato dai curatori è fare del museo non soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio accessibile per la conoscenza della storia di Treviglio e dell’area circostante. Nell’aula didattica sarà riportata una frase di Gianni Rodari: Quello che non si sa ancora è sempre più importante di quello che si sa.