Iter ministeriale

Nuova richiesta per esplorare le miniere di uranio a Novazza

Reveille punta a undici chilometri di scavi; sindaco e ambientalisti chiedono garanzie

Nuova richiesta per esplorare le miniere di uranio a Novazza

La corsa all’uranio di Novazza, frazione di Valgoglio, torna al centro dell’attenzione. La società Futuro Energetico, riconducibile alla canadese Reveille, ha presentato ad aprile al ministero dell’Ambiente una Valutazione di impatto ambientale per ottenere una licenza di esplorazione dell’area. Il titolo autorizzativo avrebbe una durata di quattro anni e prevederebbe lo scavo di circa 11 chilometri di gallerie, con un investimento stimato in 5 milioni di euro.

Il progetto si inserisce in una storia iniziata nel 1959, quando il contatore Geiger di un ingegnere dell’Agip segnalò la presenza di radioattività. Negli anni successivi furono realizzati circa sei chilometri di gallerie su quattro livelli, con l’obiettivo di individuare un giacimento stimato in 1.830 tonnellate di uranio metallico. Le attività furono poi abbandonate tra dubbi ambientali e il mutato orientamento dell’Italia sul nucleare. Un ulteriore interesse, manifestato da operatori australiani nel 2006, non ebbe seguito.

Il nuovo progetto e il sopralluogo

Reveille guarda anche alla Val Vedello, poco oltre il confine con la Valtellina, dove punta a individuare fino a 6 mila tonnellate di ossido di uranio. Nei mesi scorsi si è svolto un sopralluogo con gli enti coinvolti. Per accedere al piazzale antistante le gallerie è stato necessario l’intervento di un ufficiale giudiziario: l’area, occupata da macchinari, è infatti considerata una discarica abusiva e si trova sotto sequestro.

La società ha spiegato che l’esplorazione servirà a raccogliere dati aggiornati e verificabili sul potenziale del giacimento e sulle condizioni ambientali del sito. Il geologo Camillo Mario Pessina, 81 anni, di Dalmine, è stato richiamato come consulente strategico dopo essersi occupato delle miniere negli anni Settanta e Ottanta. Reveille, che a inizio ottobre ha nominato presidente non esecutivo Mike Pompeo, ex segretario di Stato dell’amministrazione Trump ed ex direttore della Cia, sostiene che le attività saranno svolte nel rispetto delle prescrizioni ambientali e con l’obiettivo di limitarne l’impatto.

Le opposizioni e la posizione del Comune

Il progetto incontra però l’opposizione di Legambiente Lombardia, che il 3 novembre ha chiesto al ministero di respingere le richieste. L’associazione richiama anche un terzo progetto previsto tra Val Vedello e Val Seriana e segnala il rischio di compromettere la stabilità ecologica, la reputazione e l’attrattività del territorio. Secondo la presidente Barbara Meggetto, la spesa non sarebbe proporzionata all’impresa e l’iniziativa potrebbe essere legata soprattutto alla prospettiva di ottenere futuri diritti esclusivi di sfruttamento.

Il sindaco di Valgoglio, Angelo Bosatelli, mantiene una posizione prudente. Prima di affrontare il tema dell’estrazione, spiega, occorre risolvere la questione della discarica abusiva: la società incaricata di liberare il piazzale ha presentato un piano di intervento. L’amministrazione comunale ha espresso parere contrario finché non saranno chiariti alcuni aspetti del progetto, ma il sindaco intende confrontarsi con i cittadini una volta comprese le modalità operative. L’estrazione, aggiunge, potrebbe rappresentare un’opportunità per un’area montana solo in presenza di garanzie sulla tutela della salute e del territorio. Una risposta del ministero è attesa a breve.