Politica e attualità

Bersani: “Vannacci non divide la destra, chi lo dice è un deficiente”

L'ex segretario del Pd presenta il suo libro e lancia la campagna di Erik Molteni.

Bersani: “Vannacci non divide la destra, chi lo dice è un deficiente”

Pierluigi Bersani, ex segretario del Partito Democratico, ha partecipato alla Festa de «L’Unità» a Treviglio, dove ha presentato il suo ultimo libro «Chiedimi chi erano i Beatles» e ha lanciato la campagna elettorale del candidato sindaco dem, Erik Molteni. Davanti a una sala gremita di oltre 500 persone, Bersani ha espresso opinioni forti sulla situazione politica attuale, in particolare riguardo a Vannacci, affermando: «Chi dice che Vannacci divide le destre è un deficiente. È solo un peperoncino in più sullo stesso menù della Meloni e Salvini, che non hanno mai nulla in contrario su quello che dice».

Durante l’evento, Bersani ha risposto a domande di tre giovani moderatori e ha affrontato temi di rilevanza sociale e politica. Ha sottolineato la necessità di difendere lo Stato di diritto, affermando che è sotto attacco e che la gente percepisce una crescente preoccupazione e animosità. «C’è l’idea che, a furia di martellare le istituzioni, si stia andando verso una terra incognita», ha dichiarato.

Un richiamo alla mobilitazione

Bersani ha utilizzato un linguaggio pop-folk ricco di aneddoti e iperboli, capace di coinvolgere il pubblico. Ha esortato i presenti a mobilitarsi, affermando: «Non siamo mica qui a pettinare le bambole», frase che ha suscitato un boato di approvazione. Ha anche messo in guardia contro il cambiamento tecnologico, sottolineando che non sempre porta a un avanzamento umano e che la sinistra deve essere chiara sui propri valori.

«Il consiglio che do è di mettere dentro la campagna elettorale, oltre ai programmi amministrativi, anche i valori. Non dobbiamo essere timidi», ha affermato. Bersani ha ribadito che la sinistra deve essere per la pace e contro qualsiasi gerarchia tra gli esseri umani, sottolineando l’importanza di una Costituzione liberale e di un esame di coscienza da parte della classe dirigente, in particolare in Lombardia.

Concludendo, Bersani ha invitato a riflettere su quale direzione vogliamo prendere come paese, avvertendo che se ci si dirige verso un modello simile a quello di Trump, è necessario porsi delle domande serie sul futuro della democrazia e dello Stato di diritto in Italia.