Berat Djimsiti lascia l’Atalanta e si prepara a trasferirsi in Arabia per affrontare l’ultima parte della carriera. Il difensore albanese chiude così un percorso durato dieci anni, durante il quale è diventato uno dei riferimenti della squadra e un giocatore particolarmente apprezzato dai tifosi.
Il suo addio è stato accompagnato da un lungo messaggio rivolto all’ambiente atalantino. Parole ricche di ringraziamenti e di riferimenti al legame costruito con la società, la squadra e la città, ma anche segnate dalla consueta riservatezza del giocatore. Djimsiti non è mai stato un protagonista incline alla ribalta: la sua popolarità è cresciuta attraverso il lavoro quotidiano, la continuità e la lealtà dimostrata in campo.
La fascia e la coppa
Il momento più significativo della sua esperienza è stato quello della vittoria in Europa League. Nella cerimonia di consegna del trofeo, Djimsiti si è trovato a ricoprire il ruolo di capitano in assenza di Marten de Roon, fermato da un infortunio, e con Rafael Toloi rimasto in panchina. Una responsabilità arrivata in modo inatteso e che il difensore ha vissuto con evidente imbarazzo.
Quando Aleksander Ceferin gli ha mostrato la coppa, Djimsiti ha esitato prima di prenderla. Il gesto, raccontato come uno dei più emblematici della sua esperienza, ha restituito l’immagine di un calciatore poco abituato a mettersi al centro dell’attenzione. Dopo aver baciato il trofeo, il capitano ha rivolto subito il pensiero ai compagni, consegnandolo idealmente a Toloi e de Roon.
Il saluto di de Roon
Proprio Marten de Roon ha dedicato a Djimsiti una lettera aperta, con parole altrettanto sentite. Nel messaggio emerge il valore di un gruppo costruito nel tempo e il riconoscimento per un compagno che ha condiviso molte stagioni della crescita atalantina.
La partenza del difensore segna la fine di un’altra fase della storia recente dell’Atalanta. Djimsiti lascia dopo aver contribuito a un ciclo caratterizzato da risultati importanti e da una forte identità di squadra. Il trasferimento in Arabia rappresenta una nuova scelta professionale, mentre a Bergamo resta il ricordo di un capitano arrivato alla coppa quasi con la stessa discrezione con cui aveva vissuto il resto della sua avventura.