Emergenza in quota

Escursionisti evacuati dai rifugi dopo la violenta tempesta

Frane, sentieri impraticabili e danni alle infrastrutture hanno isolato 29 persone, poi portate al sicuro in elicottero.

Escursionisti evacuati dai rifugi dopo la violenta tempesta

Ventinove escursionisti sono rimasti bloccati per quasi due giorni nei rifugi Coca e Brunone, sulle Orobie, a causa della violenta ondata di maltempo che ha colpito la Val Seriana e la Val Brembana. Dodici persone, tra cui un uomo inglese e una donna polacca, si trovavano al Coca; altre diciassette, insieme a un cane, erano ospitate al Brunone. Le condizioni dei sentieri hanno impedito il rientro a valle via terra.

Gli escursionisti sono stati recuperati in elicottero dai vigili del fuoco e dai tecnici del Soccorso alpino, quindi trasportati alla piazzola di Valbondione, dove erano presenti anche i carabinieri della compagnia di Clusone. Un primo tentativo di raggiungere i rifugi percorrendo i sentieri non è andato a buon fine: il ponticello lungo la salita al Brunone era stato danneggiato dai detriti, mentre le scalette verso il Coca risultavano sommerse dall’acqua.

La tempesta e la frana in alta quota

Tra le persone rimaste isolate c’erano Roberto Pesenti, 60 anni, e la moglie Laura Ghezzi. I due erano partiti dal Brunone con l’obiettivo di completare il giro delle Orobie e stavano percorrendo il tragitto verso il Coca quando il temporale li ha sorpresi. Al momento della partenza, raccontano, non pioveva e la situazione non sembrava preoccupante. La perturbazione ha però provocato una frana che ha modificato profondamente una piana attraversata dal fiume.

Fabrizio Gonella, che gestisce il rifugio Coca insieme alla moglie Silvana Rodigari, ha riferito di non aver mai visto un fenomeno simile nei suoi 17 anni di attività. La massa di detriti ha ricoperto la piana e ha riempito di ghiaia anche l’area della diga dell’Enel. Al Coca, inoltre, l’impianto per la produzione di energia elettrica è rimasto fuori uso dopo che i detriti hanno intasato la turbina. Un idraulico, arrivato in elicottero, ha poi ripristinato il funzionamento del generatore. Nel frattempo, il gas ha consentito di preparare i pasti e riscaldare l’acqua.

La permanenza forzata nei rifugi si è trasformata in un’esperienza condivisa. Gli ospiti hanno trascorso il tempo giocando a carte e a ping pong e aiutando a controllare il generatore. Pesenti ha raccontato anche la festa di compleanno della moglie, celebrata a lume di candela con una torta preparata dalla rifugista. Il gruppo ha lasciato i rifugi con il ricordo dell’accoglienza ricevuta e del rapporto creato durante l’attesa dei soccorsi.

Strade e sentieri ancora da mettere in sicurezza

In alta Val Brembana sono proseguiti i lavori per liberare e mettere in sicurezza la viabilità. A Carona si lavora sui collegamenti verso i rifugi Calvi e Longo, rimasti irraggiungibili. Il livello del lago sta diminuendo, ma sulle sponde sono stati osservati cedimenti. Le segnalazioni riguardano anche alberi caduti, sentieri ostruiti e parapetti danneggiati. A Trabuchello, frazione di Isola di Fondra, una frana ha interessato la strada in uscita dal paese, con il traffico deviato nel centro abitato. A Foppolo è ancora in corso la rimozione dei detriti lungo il collegamento con la Valtellina.

Una stima precisa dei danni non è ancora disponibile. I rilievi dovrebbero iniziare la prossima settimana, anche con un sorvolo in elicottero. Le prime valutazioni parlano di 20 milioni di euro di danni complessivi in Valle. Il Comune di Branzi prevede di completare la ricognizione per trasmettere alla Regione la richiesta di fondi destinati alle calamità naturali. Anche per i sentieri dell’alta quota, secondo il presidente del Cai Bergamo Dario Nisoli, sarà necessario verificare se i danni siano temporanei o permanenti.