Il collegamento tra Orio al Serio e Londra Stansted è tra quelli che potrebbero subire una riduzione nella programmazione invernale di Ryanair. Al momento non sono state assunte decisioni definitive: i dettagli della stagione, compresa tra novembre e marzo, saranno comunicati dalla compagnia alla fine del mese. La rotta è oggi servita con diverse frequenze giornaliere, fino a quattro partenze da Bergamo distribuite tra le 9.15 e le 22.40 e altrettanti voli di ritorno tra le 6.05 e le 22.05.
Il nodo del carburante
La scelta del vettore irlandese è legata soprattutto all’andamento dei prezzi del carburante per aerei. Ryanair ha coperto all’incirca l’80% del fabbisogno previsto per l’esercizio 2027 a 67 dollari al barile, mentre la quota restante dovrà essere acquistata a un prezzo indicato in 140 dollari. In questo scenario la compagnia sta ricalcolando il programma dei mesi meno redditizi per ridurre l’esposizione ai costi non coperti.
Il piano prevede il trasporto di circa due milioni di passeggeri in meno nell’arco di un anno. Secondo le stime del gruppo, la revisione una tantum dell’operativo invernale consentirebbe un risparmio compreso tra 70 e 100 milioni di euro nel semestre. La rotta verso Stansted, molto utilizzata durante l’estate ma meno remunerativa nei mesi freddi, è considerata più esposta perché dispone di numerose frequenze quotidiane e può essere ridimensionata con un impatto contenuto sull’offerta complessiva.
Lo scalo continua a crescere
Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto bergamasco, non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sui possibili interventi. Il presidente Giovanni Sanga ha tuttavia riconosciuto che la riduzione dei collegamenti rappresenta un rischio concreto anche per lo scalo. Se i costi del carburante resteranno elevati, Ryanair prevede inoltre aumenti significativi delle tariffe sui collegamenti a corto raggio in Europa.
Il possibile ridimensionamento arriva mentre il traffico dell’aeroporto Il Caravaggio continua a segnare risultati in crescita. I dati di Assaeroporti aggiornati alla fine di luglio indicano, dall’inizio dell’anno, circa 300 mila passeggeri in più rispetto al 2024, che era stato l’anno del precedente record. Nel solo mese di luglio decolli e atterraggi sono stati 10.778, con un incremento del 10,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
A luglio i passeggeri complessivi sono stati 1.776.768, in aumento del 10,7% su base annua. La maggior parte ha viaggiato su rotte internazionali: 1.413.696 persone, di cui 1.047.923 dirette verso Paesi dell’Unione europea. Nei primi sette mesi dell’anno lo scalo ha raggiunto 10.436.901 passeggeri, contro i 9.728.639 dello stesso periodo dell’anno scorso e i 10.151.062 del 2024. Gli eventuali tagli invernali dovranno quindi essere valutati anche per il loro effetto sul bilancio annuale e sulla possibilità di stabilire un nuovo primato.