Edilizia fragile

A Bergamo residenti chiedono cancelli notturni per il passaggio

Tetto, autorimessa senza certificazione antincendio e presenze abusive alimentano il confronto con il Comune.

A Bergamo residenti chiedono cancelli notturni per il passaggio

Nel complesso residenziale di via Borfuro, tra via Sant’Orsola e il Tribunale di Bergamo, i problemi di manutenzione si intrecciano con le difficoltà della convivenza nel cuore della città. Il condominio, costruito negli anni Sessanta dall’allora Inpdap e oggi collegato all’Inps, presenta criticità che riguardano sia le strutture sia la sicurezza degli spazi comuni.

Il tetto, secondo le stime indicate dai residenti, avrebbe bisogno di interventi per circa 500 mila euro. Per un recupero più ampio del complesso, comprendente facciate e garage, la spesa potrebbe arrivare a circa tre volte tanto. A preoccupare gli inquilini non è però soltanto il deterioramento degli edifici, ma anche l’utilizzo del passaggio pedonale e delle aree condominiali durante le serate della movida.

Rifiuti, vetri e accessi ai garage

Negli spazi comuni vengono segnalate bottiglie abbandonate, vetri infranti e rifiuti, oltre al consumo di alcol da parte di gruppi di giovani che frequentano i locali della zona o raggiungono il centro cittadino. I residenti riferiscono inoltre di possibili episodi di spaccio nelle aree vicine al passaggio pedonale, una circostanza che contribuisce ad alimentare la percezione di insicurezza.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’accesso ai garage sotterranei. Persone senza fissa dimora si sarebbero introdotte più volte nei box, utilizzandoli come luogo di riparo e, in alcuni casi, portando con sé anche un cane. Gli episodi sono stati segnalati e hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ma secondo gli abitanti le soluzioni adottate finora non avrebbero eliminato il problema. La presenza abusiva in spazi dove sono custoditi veicoli e beni personali viene associata a rischi di furti, danneggiamenti e possibili problemi igienico-sanitari.

Il nodo della sicurezza antincendio

Tra le questioni più delicate c’è quella dell’autorimessa su due livelli, che da tempo risulterebbe priva del Certificato di prevenzione incendi. La mancanza dell’abilitazione rappresenta, per gli abitanti, un rischio concreto in caso di guasto elettrico, corto circuito o principio d’incendio. Una soluzione tecnica per adeguare la struttura sarebbe stata individuata, ma i costi elevati renderebbero difficile approvare l’intervento come spesa straordinaria. Il tema dovrebbe essere affrontato in una prossima assemblea condominiale.

In questo contesto alcuni residenti hanno proposto l’installazione di cancelli automatici per chiudere di notte il percorso che collega via Sant’Orsola e via Borfuro. L’ipotesi prevede il transito libero durante il giorno e la chiusura nelle ore notturne, quando, secondo gli abitanti, aumentano le presenze e gli episodi di degrado. La proposta è stata sottoposta anche all’amministrazione comunale.

La sindaca Elena Carnevali e l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni hanno richiamato la possibile esistenza di un diritto di passaggio maturato per usucapione, considerando il percorso parte della rete pedonale pubblica tra le due vie. Nel confronto è stata ricordata anche la funzione storica dell’itinerario, collegata alla presenza in passato di una sala cinematografica. L’amministratore del condominio, l’architetto Giuseppe Gaverini, avrebbe rappresentato al Comune l’ipotesi di una soluzione temporizzata: accesso libero di giorno e chiusura automatica dalla tarda notte.

La richiesta trova un interlocutore favorevole anche nella società privata che gestisce il parcheggio vicino al Tribunale e che avrebbe chiesto formalmente la chiusura notturna per ragioni di sicurezza. L’incontro con il Comune era stato convocato dal capo di gabinetto della sindaca, Giuseppe Epinati, anche per discutere della sistemazione dell’asfalto del parcheggio.

Restano infine le condizioni degli appartamenti ex Inps. Delle 103 unità abitative realizzate originariamente per i dipendenti degli enti previdenziali, circa 15 sarebbero ancora di proprietà dell’ente, per una quota pari a 253 millesimi. Gli alloggi e le parti esterne del complesso mostrano, secondo quanto riferito, un deterioramento diffuso. La gestione è stata affidata da Inps a Romeo Gestioni Spa, che ha rinviato all’ente le richieste di chiarimento. Dagli uffici romani è stato spiegato che la società segnala all’Inps eventuali necessità di lavori manifestate dai conduttori o dal condominio. Tra gli inquilini cresce intanto il timore di una perdita di valore degli immobili e di un progressivo abbandono del complesso.