Valerio Bettoni, presidente dell’Automobile Club Bergamo ed ex presidente della Provincia, interviene sul dibattito legato alla nuova linea eBrt, l’infrastruttura per autobus elettrici che da mesi alimenta discussioni e proteste in città. In un’intervista diffusa il 12 settembre 2026, Bettoni critica il modo in cui l’opera è stata progettata e invita a non concentrare tutte le responsabilità sull’assessore Berlanda, indicato come il bersaglio delle contestazioni.
La critica alla progettazione
«Sarebbe interessante sapere chi siano i veri padri della eBrt e chi, nelle varie sedi istituzionali che hanno partorito l’infrastruttura, si possa prendere la responsabilità del progetto così come è stato fatto», sostiene Bettoni. Secondo l’ex presidente della Provincia, prendersela con l’assessore Berlanda non avrebbe senso, perché l’amministratore starebbe facendo da parafulmine per i problemi dell’opera.
Bettoni racconta di aver scelto finora di non intervenire nella vicenda, anche perché, sottolinea, l’Automobile Club Bergamo non sarebbe stato coinvolto nel confronto. Ora, però, dice di essere preoccupato non soltanto per la corsia riservata agli autobus elettrici, ma per l’impatto complessivo dell’intervento sulla città. Nel mirino finiscono soprattutto la presenza contemporanea di numerosi cantieri e le conseguenze sulla circolazione.
«Ci sono tanti cantieri, troppi. E tutti insieme», afferma Bettoni, mettendo in discussione il metodo seguito nella pianificazione della mobilità. A suo giudizio, prima di avviare l’opera sarebbe stato necessario valutare con maggiore attenzione gli effetti e le ricadute sul traffico. Il riferimento è anche alla spesa prevista, pari a 84 milioni di euro: se l’obiettivo era rendere più efficiente la viabilità, sostiene, il risultato dovrebbe produrre benefici per l’intera collettività.
Traffico, sicurezza e confronto
Bettoni riassume la propria posizione con una formula netta: «Per fare contente 10 persone si è scelto di scontentarne 90». A suo avviso, le scelte adottate avrebbero creato tensioni e problemi di sicurezza. Pur dichiarando di non essere particolarmente schierato a favore delle biciclette, riconosce il diritto dei ciclisti a utilizzare la corsia riservata, quando previsto dal progetto e dalle regole di circolazione.
Nel ragionamento dell’ex presidente della Provincia rientra anche la gestione dei lavori stradali. Bettoni ricorda che in passato si cercava, quando possibile, di programmare le asfaltature durante la notte, sostenendo che i costi maggiori fossero compensati dalla riduzione dei disagi per gli utenti della strada. Oggi, invece, vede il rischio di una città paralizzata da interventi concentrati nello stesso periodo e parla di troppa improvvisazione.
La preoccupazione riguarda in particolare la ripresa delle attività scolastiche e il conseguente aumento del traffico sulle strade di Bergamo. Per questo, secondo Bettoni, sarà necessario fornire nuove risposte e verificare gli effetti dell’infrastruttura sulla viabilità. L’Automobile Club Bergamo, conclude, sarebbe disponibile a partecipare a un tavolo tecnico per condividere valutazioni, proposte e possibili alternative, ma finora non avrebbe ricevuto alcun invito.