Il mercato immobiliare bergamasco procede a due velocità. Nel capoluogo le compravendite rallentano e l’offerta di abitazioni nuove a prezzi accessibili resta limitata, mentre nei comuni della provincia cresce l’interesse degli acquirenti, attratti da valori più contenuti e da un rapporto tra costi e qualità abitativa considerato più sostenibile.
Il quadro è stato analizzato durante un incontro organizzato da Fimaa Bergamo nella sede di Confcommercio Bergamo. Al confronto hanno partecipato operatori e professionisti del settore, che hanno esaminato diversi fattori capaci di incidere sulla scelta di un immobile: non soltanto il prezzo al metro quadrato, ma anche posizione, servizi, mobilità dolce, qualità costruttiva, efficienza energetica, costi di gestione, comfort e possibili criticità tecniche o urbanistiche.
Il divario tra città e provincia
Secondo i dati illustrati da Oscar Caironi, presidente di Fimaa Bergamo, nel 2025 la città ha registrato una flessione delle compravendite pari al 4,7%. Il prezzo medio di vendita si è attestato poco sotto i 3 mila euro al metro quadrato, con una forte differenza tra le varie proposte. Da una parte ci sono nuovi cantieri e immobili di fascia alta, che hanno innalzato i valori; dall’altra, la scarsità di offerta contribuisce a mantenere elevati i prezzi.
In provincia il prezzo medio scende invece a 1.940 euro al metro quadrato, circa 1.050 euro in meno rispetto al capoluogo. Acquistare un’abitazione in città costa quindi mediamente il 54% in più rispetto alla provincia. Il divario sta spingendo una parte della domanda verso i comuni dell’hinterland e verso le aree vallive, dove l’offerta appare più compatibile con le possibilità di spesa delle famiglie.
Nello stesso periodo, le compravendite nei territori provinciali sono aumentate del 3,3%. Tra le località che hanno registrato una crescita vengono indicati Treviolo, Curno e Mozzo, oltre ai comuni della Valle Imagna. Il fenomeno è legato anche a un flusso migratorio verso la provincia, che sostiene la richiesta di abitazioni al di fuori del capoluogo.
La difficoltà del nuovo
Uno dei principali nodi del mercato resta la disponibilità di immobili di nuova costruzione in città. Secondo l’analisi presentata all’incontro, oggi è quasi impossibile trovare a Bergamo un appartamento nuovo a meno di 300 mila euro. Per questo motivo molti acquirenti si stanno orientando verso il mercato dell’usato, anche in presenza di costi aggiuntivi legati a ristrutturazioni e riqualificazioni.
Lo stock complessivo di immobili disponibili per la vendita a Bergamo e provincia supera di poco le 29.800 unità, mentre le proposte in affitto sono 4.261. Nel corso dell’incontro Nadia Lorenzi, consigliera del Collegio dei Geometri di Bergamo, ha sottolineato l’importanza di valutare, oltre al prezzo, anche gli aspetti tecnici e la qualità dell’edificio.
Tra i contributi presentati sono stati affrontati anche il tema delle certificazioni statiche e quello delle trasformazioni urbane. L’architetto Diego Ratto ha richiamato il modello delle Superilles di Barcellona, basato su strade con meno automobili e maggiore presenza di verde, come esempio di possibile riflessione sulla qualità degli spazi urbani.