I ritardi nei cantieri ferroviari che interessano Bergamo e l’hinterland continuano a pesare sulla viabilità e sul servizio di trasporto pubblico. Da oltre due anni e mezzo gli autobus sostituiscono la linea ferroviaria per Ponte San Pietro, mentre sulle strade aumentano i disagi legati alla presenza dei lavori. Dopo la lettera inviata da Comune e Provincia al Ministero, non è ancora arrivato alcun riscontro da Roma.
La situazione è stata esaminata venerdì mattina nella sede della Provincia, in via Tasso, durante un incontro tra rappresentanti politici, amministratori locali e alcuni sindaci dei Comuni interessati. Il confronto, iniziato intorno alle 9.30 e concluso verso le 11, ha portato alla richiesta di organizzare entro due settimane un vertice con il Ministero e con i rappresentanti di Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria.
La sindaca di Bergamo Elena Carnevali ha evidenziato l’incertezza legata alla richiesta di Rfi di risolvere il contratto con l’impresa incaricata dei lavori. La procedura è stata avviata dopo 18 mesi di richiami formali per presunte inadempienze e ora dovrà essere valutata dal Collegio Consultivo Tecnico, organismo terzo rispetto alla società. Al centro delle richieste degli amministratori ci sono i tempi della decisione e le conseguenze sull’ultimazione delle opere.
Il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli ha chiesto di mettere fine a quella che ha definito un’odissea e di ottenere certezze anche sugli interventi ancora da finanziare. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Paolo Franco, i deputati Andrea Tremaglia e Rebecca Frassini, il senatore Antonio Misiani, collegato da remoto, il presidente di Sacbo Giovanni Sanga e alcuni sindaci del territorio. Assenti, tra gli altri, il ministro Roberto Calderoli e l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, che ha spiegato di essere impegnata in un’altra sede istituzionale.
La proroga delle aree a Curno
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda Curno. Il 7 settembre Rfi ha notificato al Comune i decreti per prorogare fino al 31 dicembre 2028 l’occupazione temporanea delle aree di suolo pubblico vicine alla ferrovia. Il provvedimento non equivale automaticamente all’annuncio di un nuovo anno di ritardo, ma indica che le attività potrebbero proseguire oltre il 2027.
Il sindaco di Curno Andrea Saccogna ha segnalato una distanza tra la programmazione comunicata e l’andamento effettivo dei lavori. Il sottopasso di via Fermi, che avrebbe dovuto essere completato nell’agosto 2026, è ancora lontano dalla conclusione. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, tra marzo e agosto si sono registrati lunghi periodi di scarsa attività nel cantiere. Anche Carnevali ha ribadito i dubbi sulla possibilità di chiudere le opere entro la fine del 2027.
Le opere ancora da finanziare
Nel futuro incontro con il Ministero la delegazione bergamasca intende affrontare anche il finanziamento della linea Bergamo-Montello, seconda fase del raddoppio ferroviario tra il capoluogo e Ponte San Pietro, e del salto del montone nella zona di Treviglio. Quest’ultimo intervento consentirebbe di separare i flussi dei treni diretti da Bergamo da quelli della linea Milano-Venezia, con l’obiettivo di rendere più rapidi i collegamenti.
Per il solo salto del montone l’ultima stima disponibile indica un costo di circa 285 milioni di euro. Rfi ha completato il progetto di fattibilità tecnico-economica, ma l’opera non risulta ancora finanziata. La nomina del commissario, avvenuta un mese fa, è stata indicata da Carnevali come un passaggio utile a ridurre i tempi dell’iter.
Restano infine da definire le scadenze di altri interventi già previsti. Il secondo fornice del sottopasso di via San Bernardino, necessario per garantire la doppia direzione di marcia, è slittato a Natale, mentre la ricostruzione del ponte di via dei Caniana è stata rinviata a metà gennaio 2027. In caso di esito negativo del Collegio Consultivo Tecnico, Comune e Provincia chiedono a Rfi di chiarire se sarà possibile scorrere la graduatoria degli appalti o se sarà necessario procedere con una nuova aggiudicazione.