La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di acquisire ulteriore documentazione sull’inchiesta e di procedere a nuove analisi dei reperti legati all’omicidio di Yara Gambirasio. La decisione è maturata al termine dell’udienza del 5 ottobre, alla quale l’imputato ha assistito in videocollegamento dal carcere di Bollate.
La richiesta della difesa
Bossetti, carpentiere di Mapello condannato all’ergastolo in via definitiva nel 2018, è stato assistito dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini. I legali avevano chiesto di poter sottoporre nuovamente a esame alcuni reperti dell’indagine, già analizzati in precedenza ma non alla presenza della difesa.
La richiesta si fondava anche sulla possibilità di esaminare documenti e fotografie ad alta risoluzione relativi ai materiali raccolti durante le indagini. Secondo i difensori, in particolare, emergerebbe una discordanza cronologica negli esiti degli accertamenti sul campione 31G20, considerato centrale nell’impianto investigativo.
Yara Gambirasio, tredicenne di Brembate Sopra, scomparve il 26 novembre 2010. Il suo corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d’Isola. L’indagine portò a Bossetti quattro anni dopo, attraverso il profilo genetico attribuito a Ignoto 1, individuato sugli slip della ragazza.
L’opposizione dei genitori
All’udienza era presente anche la pm Letizia Ruggeri, titolare dell’inchiesta. Per i genitori di Yara, Fulvio Gambirasio e Maura Panarese, gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta si sono opposti alla riapertura degli accertamenti sui reperti.
In passato, il giudice dell’udienza preliminare e tre Corti d’Assise avevano già respinto la richiesta dei difensori di Bossetti di disporre una superperizia sugli abiti e sui campioni biologici. A margine dell’udienza, i legali dei genitori hanno dichiarato che la difesa starebbe tentando di trasformare il caso in un nuovo procedimento analogo a quello di Garlasco, affermando che avrebbero fatto il possibile per impedirlo.
Con la decisione assunta dalla Corte d’Assise di Bergamo, non saranno quindi effettuate le nuove analisi richieste dalla difesa. Il procedimento resta legato alla condanna definitiva pronunciata nei confronti di Bossetti per l’omicidio della tredicenne.