La prima Giornata mondiale degli amici dei musei, coincisa con la 23esima Giornata nazionale Fidam, è stata l’occasione per discutere del rapporto tra passato e presente all’Accademia Carrara di Bergamo. L’incontro, intitolato L’arte in Carrara come ponte tra ieri e oggi e introdotto da Lucia Patt per gli Amici dell’Accademia Carrara, ha permesso di presentare anche alcune delle iniziative in programma per il museo.
Tra i progetti annunciati c’è la mostra dedicata al conte Giacomo Carrara, fondatore della pinacoteca, prevista nella seconda parte del 2027. L’esposizione nasce dalla collaborazione tra l’Accademia Carrara, Gamec e Politecnico delle Arti. Il lavoro preparatorio punta a ricostruire gli elementi di modernità dell’attività di Carrara, collezionista, filantropo e mecenate interessato a discipline diverse, dall’archeologia alla produzione contemporanea.
Documenti e rapporti con Roma e Venezia
La ricerca sta prendendo in esame i legami del fondatore con Roma e Venezia, anche in relazione alla possibilità di ottenere prestiti di opere. Sono stati inoltre ritrovati i primi progetti per la scuola di pittura e per il museo, mentre la Biblioteca Mai ha catalogato la raccolta libraria appartenuta al conte. Nella mostra dovrebbero trovare spazio opere, oggetti e documenti normalmente non accessibili al pubblico.
Tra i prestiti richiesti figurano quelli ai Musei Vaticani, ai quali è stato domandato il Putto Carrara, un bronzo etrusco donato nel 1771 dal cardinale Francesco Carrara, fratello di Giacomo, a papa Clemente XIV. La concessione non è ancora certa. L’Accademia intende inoltre valorizzare il patrimonio conservato nei depositi attraverso focus tematici e progetti specifici, accanto alle esposizioni internazionali già realizzate o in programma.
Le sculture nel giardino
Prosegue intanto il restauro delle statue di Minerva e Marte, appartenenti alla collezione del padre di Giacomo Carrara e un tempo collocate nel giardino. Gli spazi verdi vengono integrati nel percorso museale anche con opere di autori contemporanei, a partire da un progetto con Chiara Camoni.
Francesco Pedrini, docente di disegno al Politecnico delle Arti ed ex direttore dell’Accademia di Belle Arti Carrara, ha spiegato che il confronto con il contemporaneo può aiutare a rileggere l’arte antica e a conoscere il patrimonio della pinacoteca da prospettive diverse. L’iniziativa, secondo quanto emerso durante l’incontro, si sviluppa senza sovrapporsi all’attività di Gamec.
Il collegamento tra passato e presente sarà al centro anche della mostra che Gamec dedicherà a Giacomo Carrara, programmata in un periodo diverso rispetto all’esposizione della pinacoteca. Al progetto parteciperanno docenti dell’Accademia di Belle Arti ed ex allievi, in un percorso condiviso tra le istituzioni culturali bergamasche.