Corsi interrotti, lezioni ridotte e comunicazioni continuamente rinviate. È la situazione denunciata da alcune famiglie coinvolte nel caso della Fondazione Jac-JobsAcademy, realtà inserita nella galassia educativa collegata alle Opere di Daniele Nembrini. Tra gli studenti c’è anche il figlio di Giovanni Barghi, imprenditore bergamasco della ristorazione, che aveva scelto un percorso biennale di specializzazione informatica dopo aver concluso il liceo.
Il ragazzo, vent’anni, aveva iniziato il primo anno del corso con l’obiettivo di approfondire soprattutto l’intelligenza artificiale e il web development. Per l’iscrizione la famiglia aveva versato 500 euro, una somma che, secondo quanto riferito dal padre, avrebbe dovuto essere restituita perché il percorso era finanziato con fondi pubblici. Il rimborso non è mai arrivato, ma per Barghi il problema principale riguarda il mancato svolgimento dell’attività formativa.
Le lezioni e i primi segnali di difficoltà
Le attività si svolgevano all’abbazia di San Paolo d’Argon e sarebbero iniziate prima di Natale. Nelle prime settimane, racconta il genitore, non sembrava esserci motivo per ritenere che il corso fosse in difficoltà. In seguito, però, le lezioni avrebbero iniziato a saltare, con giornate sempre più brevi e un numero crescente di docenti che lasciavano l’incarico. Alcuni insegnanti sarebbero stati sostituiti da neolaureati.
Da gennaio le ore di lezione si sarebbero ulteriormente ridotte. La situazione, prosegue Barghi, è andata avanti fino ad aprile, quando la stampa ha riferito della possibilità che i corsi venissero chiusi o sospesi se la Regione non avesse sbloccato i finanziamenti. Le famiglie, secondo la testimonianza, non avrebbero ricevuto comunicazioni ufficiali sull’evoluzione della vicenda e avrebbero appreso le principali informazioni indirettamente.
La ripartenza continuamente rinviata
Circa un mese fa, agli studenti indicati come talenti nella comunicazione della scuola, sarebbe arrivata una mail con l’annuncio della ripresa delle lezioni per il 28 settembre. Il figlio di Barghi si sarebbe presentato nella sede, trovandola però chiusa. Da quel momento, riferisce il padre, altri messaggi avrebbero spostato la ripartenza prima di quindici giorni e poi di un’ulteriore settimana.
Il genitore parla di centinaia di ragazzi coinvolti, tra studenti del biennio e iscritti ai percorsi triennali ancora da completare. Il timore è che, oltre alla perdita economica, molti giovani si trovino senza un percorso chiaro dopo mesi di attesa. La famiglia ha iniziato a valutare alternative, mentre il figlio, secondo il racconto del padre, considera ormai perso l’anno di formazione. Sullo sfondo resta la situazione della scuola, inserita nell’indagine che coinvolge Daniele Nembrini, e l’incertezza sul futuro delle attività.