Parcheggi e viabilità

Sosta contesa a Città Alta, residenti contro il caos

San Vigilio: assenti gli stalli gialli, mentre navette e circolazione a doppio senso alimentano il confronto con l’amministrazione

Sosta contesa a Città Alta, residenti contro il caos

Il provvedimento sui parcheggi destinati ai lavoratori serali di Città Alta è annunciato per lunedì 19 ottobre, ma a San Vigilio i residenti contestano l’efficacia delle nuove misure. Nelle vie San Vigilio, San Sebastiano, negli spazi accanto al Belvedere, sotto la chiesetta, in via al Castello e in via Felice Cavagnis, secondo gli abitanti, mancano infatti gli stalli gialli riservati a chi vive nella zona. I posti disponibili sono bianchi e quindi accessibili a chi arriva prima, con il risultato che spesso vengono occupati da turisti e lavoratori.

La preoccupazione è che i lavoratori serali possano continuare a utilizzare gli spazi liberi senza dover acquistare il pass sosta da 120 euro, pagando soltanto il pass transito. In via Sudorno, indicata dal Comune come possibile area per la sosta serale, sono presenti circa 18 stalli gialli e 15 bianchi, una dotazione che i residenti ritengono comunque insufficiente rispetto alla domanda.

La richiesta dei residenti al Comune

Per chiedere chiarimenti, gli abitanti hanno inviato una comunicazione via Pec all’amministrazione, indirizzata all’assessore alla Mobilità Berlanda. Le richieste riguardano i criteri con cui le strade di San Vigilio e San Sebastiano sono rimaste prive di posti riservati, la valutazione dell’adeguatezza degli stalli esistenti e l’eventuale necessità di aumentarli.

I residenti chiedono inoltre di sapere se sia mai stata rilevata la reale domanda di sosta nella zona e quanto incidano le auto di chi non abita nelle vie interessate. L’obiettivo indicato è individuare un equilibrio tra le esigenze degli abitanti, dei visitatori e di chi lavora nelle attività della parte alta della città. Berlanda ha spiegato di non avere ancora esaminato la comunicazione, ma si è detto disponibile a discuterne, considerando anche i parcheggi interni alle ville.

Le navette del locale e il doppio senso

Un altro punto di contrasto riguarda le navette del Baretto. I residenti segnalano la presenza di tre o quattro mezzi diesel e a benzina, con più di dieci anni di anzianità, che occupano stalli bianchi e producono emissioni. Il titolare del locale, Beppe Acquaroli, ha spiegato che l’utilizzo delle navette è una scelta autonoma per limitare l’arrivo dei clienti in automobile e ridurre la sosta irregolare. Il servizio è stato potenziato anche dopo la chiusura di via San Vigilio, durata quattro o cinque mesi, ma l’adozione di mezzi elettrici sarebbe oggi complicata dall’assenza di punti di ricarica adeguati a San Vigilio.

Acquaroli sostiene che il servizio abbia contribuito a rendere più scorrevoli via San Vigilio e più liberi i parcheggi tra San Vigilio, Castello e Belvedere. Il titolare ha anche auspicato che in futuro altri ristoratori possano adottare soluzioni simili, ricordando il rapporto tra le attività presenti nella zona e la necessità di consentire l’arrivo dei visitatori.

Resta infine aperta la questione della circolazione nel tratto compreso tra vicolo Sottoripa e la salita di San Vigilio. I residenti ricordano che per anni la strada, stretta e ripida, è stata a senso unico in salita e che la polizia locale aveva espresso parere contrario al doppio senso. Dopo l’insediamento della nuova giunta, il tratto è stato invece aperto in entrambe le direzioni, ma solo fino alla strettoia.

L’assessore Berlanda ha precisato che la modifica è stata introdotta dopo richieste insistenti di alcuni residenti e a seguito di rilievi svolti con la polizia locale. Secondo il Comune, il tratto serve esclusivamente i numeri civici della zona e presenta condizioni non molto diverse da quelle della parte bassa di San Vigilio, dove le auto si incrociano in una carreggiata stretta con marciapiede a raso.