Formazione sospesa

JobsAcademy, studenti e docenti chiedono continuità e stipendi

I corsisti del secondo anno attendono lezioni, diploma; i professionisti reclamano compensi arretrati.

JobsAcademy, studenti e docenti chiedono continuità e stipendi

Open day annullato e presidio davanti all’Abbazia di San Paolo d’Argon, sede di JobsAcademy. Mercoledì 21 ottobre circa una settantina tra studenti e docenti si è ritrovata all’esterno della scuola, nonostante il maltempo, proprio nell’orario in cui era prevista la giornata di presentazione. L’iniziativa è stata promossa da Fp Cgil e Nidil Cgil di Bergamo, con il sostegno di FederConsumatori.

Il microfono è rimasto acceso per raccogliere le testimonianze di chi vive la situazione. Al posto dell’open day si è tenuta una lezione all’aperto, condotta da Massimo Salomoni, docente della scuola, sul tema delle bufale. Quando la pioggia è diventata più intensa, studenti e manifestanti hanno trovato riparo sotto il porticato della chiesa.

Il percorso interrotto

Tra gli studenti c’erano anche alcuni iscritti al secondo anno del corso di designer e modellazione 3D. Raccontano di aver iniziato il percorso con entusiasmo e di aver vissuto un primo anno positivo. Le difficoltà sarebbero emerse nella seconda parte dell’anno successivo: dopo le festività natalizie, riferiscono, sarebbe trascorsa una settimana senza lezioni per l’assenza dei docenti. Da aprile, invece, l’attività didattica si sarebbe progressivamente fermata, lasciando in piedi soprattutto i tre giorni di stage tra maggio e giugno.

Agli studenti mancherebbero circa 100 ore di lezione per completare il percorso e arrivare al diploma. Gli stage, spiegano, hanno offerto contatti con aziende e possibili opportunità lavorative, ma senza il titolo finale il percorso resta incompleto. I ragazzi dicono di voler tornare in aula e recuperare rapidamente le ore mancanti, chiedendo però certezze sulla continuità dei corsi e sulla possibilità di sostenere gli esami.

I crediti dei professionisti

Accanto agli studenti, una dozzina di docenti e professionisti con partita Iva ha scelto di rendere pubblica la propria situazione, chiedendo tuttavia di mantenere l’anonimato. Secondo quanto riferito, i crediti per le prestazioni svolte variano da 10mila a 50mila euro, con alcuni casi che raggiungerebbero cifre ancora più alte. Gli arretrati, precisano, risalirebbero all’inizio del 2025 e, in alcuni casi, riguarderebbero lezioni del 2024 fatturate successivamente.

I professionisti sostengono di essere disponibili a rientrare, concordare un calendario di recupero e accompagnare gli studenti agli esami. Chiedono però garanzie concrete sia sul pagamento delle somme maturate sia sulle prestazioni future. Tra le ipotesi indicate c’è anche un intervento diretto di Regione Lombardia per liquidare i compensi dovuti ai titolari di partita Iva impegnati nelle attività formative degli anni 2024-25 e 2025-26.

Durante il presidio è stato ricordato il precedente della Fondazione Ikaros, nel quale la Regione avrebbe individuato una soluzione con il pagamento diretto dei lavoratori invece che del datore di lavoro. I sindacati chiedono di valutare una strada analoga per garantire la prosecuzione delle lezioni e il riconoscimento del lavoro già svolto.

Sulla vicenda è intervenuto anche Onorio Rosati, consigliere regionale di Avs, che ha espresso sostegno a lavoratori e studenti. In una nota ha annunciato, insieme al consigliere Casati, un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Fontana, chiedendo trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e risposte sui tempi di pagamento. Intanto, il parroco ha invitato i manifestanti a entrare in chiesa per ripararsi dalla pioggia.