Mattinata di controlli nel centro di Bergamo in vista del presidio convocato per le 15 in piazza Libertà. La situazione è rimasta tranquilla, ma la polizia di Stato ha intensificato le verifiche tra i gruppi di giovani presenti in città, dopo gli scontri e gli episodi di danneggiamento registrati nei giorni scorsi.
L’attività preventiva ha portato all’identificazione di 350 ragazzi, quasi tutti minorenni, controllati alle Autolinee e nei pressi di alcuni istituti superiori. Dodici persone, già bloccate tra sabato e lunedì a Bergamo, Seriate e Carvico, sono state raggiunte da Daspo urbani che vietano loro di avvicinarsi a zone come le stazioni e Porta Nuova.
La manifestazione e il dispositivo di sicurezza
Una manifestazione è stata annullata, mentre un’altra è stata confermata. La Questura ha predisposto il dispositivo dopo aver valutato il carattere spontaneo e non organizzato delle scorribande compiute da alcuni minorenni. L’iniziativa è partita dal ministero dell’Interno ed è stata replicata in altre 17 città italiane interessate da problemi di ordine pubblico.
Il piano è stato discusso anche durante una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Nell’area delle stazioni e a Porta Nuova sono state previste pattuglie di polizia e carabinieri, mentre alla polizia locale spetteranno gli eventuali interventi sulla viabilità. In caso di necessità, il modello è quello già adottato nei giorni precedenti, quando era stato chiuso un tratto di viale Papa Giovanni.
Il prefetto Luca Rotondi ha risposto alle preoccupazioni espresse da Confcommercio Bergamo per i possibili danni alle attività del centro e dei principali centri della provincia. L’associazione ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni sul monitoraggio della manifestazione e ha invitato i commercianti a non paralizzare la città per timori eccessivi, confidando nella preparazione della Prefettura.
Le denunce e le verifiche sui social
Ai controlli hanno partecipato Squadra mobile, Digos, Anticrimine, un’unità cinofila antiesplosivo e i Reparti prevenzione crimine di Milano, Torino e Pescara. Tra le dodici persone destinatarie dei provvedimenti figurano due maggiorenni stranieri e dieci minorenni, otto dei quali stranieri e due italiani. Sono state inoltre contestate tre sanzioni per il mancato preavviso di manifestazione a persone legate ad ambienti antagonisti e filopalestinesi.
Per un cittadino senegalese identificato durante gli scontri di Milano è stata avviata la procedura per la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo. Gli investigatori hanno inoltre monitorato i social network e una chat WhatsApp creata per organizzare una manifestazione a Dalmine, poi annullata. Un giovane aveva scritto un messaggio con riferimenti a possibili incendi: la successiva perquisizione non ha portato al ritrovamento di oggetti.
Un intervento distinto ha riguardato un quindicenne italiano residente a Bergamo. Un coetaneo aveva segnalato al 112 che il ragazzo circolava con un bastone per selfie modificato, privo della parte destinata a sostenere il telefono. Gli agenti della Squadra mobile ne hanno trovato uno addosso al minorenne e altri due nella sua camera. Incensurato, è stato denunciato al Tribunale per i minorenni e affidato alla famiglia.