Linea dura

I vannacciani a Bergamo: «Maranza terroristi»

Laura Ravetto critica alleati; chiede più poteri a divise e militari dopo disordini milanesi.

I vannacciani a Bergamo: «Maranza terroristi»

La sicurezza è stata al centro dell’incontro organizzato dal comitato 114 di Futuro Nazionale all’Auditorium Gramsci della Malpensata, a Bergamo. Ospite principale della serata la deputata Laura Ravetto, intervenuta per rivendicare le posizioni del movimento e per attaccare il centrodestra, accusato di aver ripreso alcuni temi del partito soltanto dopo i disordini avvenuti a Milano.

All’inizio della serata la sala non era ancora piena, ma l’affluenza è cresciuta nel corso dell’incontro. In platea c’erano, tra gli altri, l’ex deputato di Forza Italia Giorgio Jannone e l’ex maresciallo Domenico Scarcella, indagato in passato e poi archiviato per aver sparato a due ladri. Dal palco è stato riferito che Futuro Nazionale conta in provincia 18 comitati e 1.100 iscritti, mentre il leader Roberto Vannacci non era presente: la sua partecipazione è prevista in videochiamata, in attesa di un appuntamento in città dopo Natale.

Le proposte sulla sicurezza

Ad aprire il confronto è stato il consigliere regionale Pietro Macconi, che ha collegato il tema della sicurezza ai disordini milanesi, descrivendoli come episodi organizzati. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di ristabilire ordine e autorità, utilizzando anche riferimenti religiosi e valoriali. Ravetto ha quindi sostenuto che il centrodestra avrebbe ripreso le battaglie di Futuro Nazionale dopo averle respinte nei mesi precedenti.

Tra le richieste della deputata c’è un impiego più incisivo dei militari, in particolare nelle operazioni al boschetto di Rogoredo. Ravetto ha criticato il loro attuale utilizzo a supporto delle forze dell’ordine e ha chiesto maggiore fermezza nei confronti di chi aggredisce gli agenti. Nel suo intervento ha inoltre espresso preoccupazione per alcuni comportamenti delle seconde generazioni, sostenendo la necessità di rafforzare il percorso di cittadinanza e richiamando il rischio di derive simili a quelle delle banlieue francesi.

Il rapporto con il centrodestra

Ravetto ha spiegato che Futuro Nazionale vorrebbe restare nel perimetro del centrodestra, ma di incontrare resistenze legate alla leadership e alla possibile concorrenza politica. L’obiettivo dichiarato, ha detto, è evitare che il Paese passi alla sinistra, mantenendo però una propria identità sulle questioni legate all’ordine pubblico.

Giorgio Carta, responsabile della sicurezza del movimento, ha a sua volta contestato l’arretramento delle forze dell’ordine durante gli scontri e ha invocato una risposta più severa, arrivando a parlare di terrorismo e di leggi speciali. Nel suo intervento ha citato anche il caso di Sharon Verzeni, sostenendo che l’uso del braccialetto elettronico per le persone sottoposte a misure avrebbe potuto evitare il delitto. Si tratta delle posizioni espresse dai relatori nel corso della serata bergamasca, dedicata interamente al tema della sicurezza.