Le biciclette dei grandi campioni, gli stampi storici e i macchinari utilizzati dall’azienda tra Ottocento e Novecento sono tra i principali elementi del nuovo museo Bianchi, aperto a Treviglio dopo un progetto atteso da anni. Lo spazio espositivo è stato realizzato all’interno del sito produttivo rigenerato dalla società, che nel tempo ha legato il proprio nome alla storia del ciclismo italiano e alla crescita industriale della città.
Il percorso raccoglie alcuni dei modelli più rappresentativi della tradizione sportiva Bianchi. In mostra ci sono le biciclette associate a Fausto Coppi, Felice Gimondi, Moreno Argentin, Gianni Bugno e Marco Pantani. Tra i pezzi esposti figura anche la mountain bike utilizzata da Julien Absalon per conquistare l’oro olimpico nel cross country ad Atene nel 2004, ancora segnata dal fango della gara.
Non solo biciclette
La collezione comprende anche moto, scooter, motorini e motori prodotti dalla stessa azienda, oltre a testimonianze delle attività sviluppate in passato nel settore nautico. Un altro nucleo importante è costituito dagli stampi e dai macchinari storici che Bianchi progettava e costruiva per la propria produzione e per committenti esterni.
Ad accogliere gli ospiti all’inaugurazione è stato Tony Grimaldi, tornato da quattro mesi alla guida della società come amministratore delegato. L’ingresso del museo è dedicato a Edoardo Bianchi, fondatore dell’azienda, e riproduce la facciata della prima bottega aperta a Milano nel 1885. Grimaldi ha sottolineato il ruolo assunto dall’impresa nella storia industriale, sportiva e culturale italiana e il valore del colore celeste, diventato un elemento riconoscibile del marchio sulle strade e nelle competizioni internazionali.
Il legame con la città
La società si trasferì da Milano a Treviglio nel 1960 e, cinque anni fa, avviò il progetto di rigenerazione dello stabilimento. Il sindaco Juri Imeri ha ricordato il rapporto costruito negli anni tra l’azienda, i lavoratori e le famiglie del territorio, spiegando che la realizzazione del museo era stata inserita nell’accordo legato alla trasformazione del sito produttivo. Alla realizzazione hanno contribuito anche la Regione e il Comune, rispettivamente con il sostegno al progetto e con la gestione dell’iter urbanistico.
Lo spazio espositivo è inserito nella nuova fabbrica inaugurata nel 2024, realizzata con un investimento di 30 milioni di euro. La struttura si estende su 18 mila metri quadrati e utilizza geotermia e fotovoltaico per raggiungere l’autonomia energetica. La linea produttiva, secondo quanto riferito dall’azienda, è progettata per realizzare una bicicletta ogni quattro minuti.
La trasformazione dell’area comprende anche il futuro intervento sul vecchio stabilimento, che sarà demolito come previsto dal progetto originario. Il deposito logistico inizialmente ipotizzato non sarebbe più attuale alla luce dell’andamento del mercato: il magazzino è stato ricavato nella nuova fabbrica. Per gli spazi che sorgeranno nell’area dell’impianto dismesso e davanti al nuovo stabilimento, l’azienda ha fatto sapere che saranno destinate a strutture gestite da soggetti esterni, senza fornire ulteriori dettagli perché il progetto non è ancora ufficiale.