Dopo oltre quarant’anni di attesa e due anni di lavori, l’ex chiesa di Santa Maria la Rossa è stata riconsegnata alla città di Treviglio. L’edificio ospita ora il Mast, il Museo archeologico e storico, presentato in anteprima alle autorità prima dell’apertura al pubblico.
Il recupero dell’edificio
A fare gli onori di casa è stato il sindaco e assessore alla Cultura Juri Imeri. Al centro della sala principale è esposta l’ara romana scoperta negli anni Ottanta durante gli scavi di via XXIV Maggio e finora conservata a Bergamo. Il reperto è uno degli elementi centrali del nuovo percorso, costruito attorno alla storia del complesso e del territorio della Gera d’Adda.
Il progetto di recupero ha richiesto un investimento complessivo di 3 milioni di euro: un milione è arrivato dai fondi del Pnrr, mentre due milioni sono stati stanziati dal Comune. I lavori hanno interessato un edificio antico e tutelato, con l’obiettivo di trasformarlo in un nuovo spazio culturale. All’interno sono state trasferite anche la sezione locale della biblioteca civica e, al secondo piano, una sala conferenze destinata a mostre e matrimoni civili.
Secondo l’archeologa Stefania De Francesco, dirigente della Soprintendenza, gli scavi eseguiti durante l’intervento hanno contribuito a ricostruire la storia del luogo fino all’epoca romana. L’ara fu rinvenuta nelle mura del convento collegato alla chiesa. Il museo racconta così un antico luogo di culto collocato in un’area agricola allora importante per la ricchezza della comunità e collegata al territorio circostante attraverso via Pontirolo.
Un percorso didattico e multimediale
Il Mast è stato progettato con una forte impronta didattica, ispirata anche al museo scientifico Explorazione di Treviglio, visitato ogni anno da oltre 12 mila persone, soprattutto studenti. L’esposizione comprende strumenti multimediali e aule laboratorio, con l’intento di rendere i contenuti accessibili a scuole e visitatori.
Il museo è stato dedicato all’architetto Giuseppe Oggionni, studioso della storia locale già legato alla sezione archeologica del museo civico. Oggionni partecipò alla scoperta dell’ara e al ritrovamento della tomba romana di via XXIV Maggio, anch’essa inserita nel nuovo allestimento. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, la direttrice dei musei trevigliesi Elisabetta Ciciliot, il consigliere delegato della Provincia Claudio Bolandrini e l’assessore regionale Claudia Terzi.
Il taglio del nastro è previsto per sabato 24 ottobre alle 17, nell’ambito di un fine settimana con laboratori per bambini e ragazzi, visite guidate e salite al museo verticale. Durante l’inaugurazione sarà presentata anche un’opera dell’artista Chiara Smedile, ispirata alle storie delle persone che hanno vissuto al Casale Cappuccini e nell’ex chiesa. Per i primi due mesi il Mast sarà visitabile su prenotazione; l’apertura a tutti è prevista da Natale.