Diritti femminili

Pia Locatelli, impegno civile e sostegno alle donne

La presidente della Fondazione Zaninoni racconta il percorso politico e i nuovi alloggi per le vittime della violenza

Pia Locatelli, impegno civile e sostegno alle donne

Pia Locatelli ha attraversato la politica locale, italiana ed europea senza interrompere il proprio impegno sui temi della parità. Insegnante, imprenditrice, parlamentare europea e deputata, oggi presiede la Fondazione A. J. Zaninoni, istituita in memoria del marito. Dalla sua posizione continua a seguire l’evoluzione della politica internazionale e delle battaglie per i diritti delle donne.

Nata in una famiglia di dodici figli, nove sorelle e tre fratelli, Locatelli racconta di aver conosciuto presto le differenze di trattamento tra uomini e donne. Il padre fu sindaco di Villa d’Almè per sedici anni e la politica entrò così nella quotidianità familiare. La prima esperienza organizzata arrivò a Clusone con il gruppo giovanile Presenza popolare, seguito dall’ingresso nella sezione locale del Psi. In seguito fu consigliera comunale per 15 anni, prima a Vertova e poi a Bergamo.

Dalla politica locale alla battaglia per la parità

A Bergamo Locatelli arrivò nel 1988 come consigliera di maggioranza e assunse anche la guida del Partito socialista cittadino. Erano gli anni di Tangentopoli, periodo che ricorda come particolarmente difficile per i socialisti, considerati responsabili di un sistema politico più ampio. L’esperienza amministrativa, prima all’opposizione e poi al governo della città, le ha permesso di osservare da vicino i diversi ruoli della politica.

Il tema delle pari opportunità è rimasto centrale nel suo percorso. Secondo Locatelli, i progressi nell’istruzione femminile sono evidenti, ma le disuguaglianze riemergono quando entrano in gioco la famiglia e i carichi di cura. La gestione della casa e dei figli, osserva, continua a gravare soprattutto sulle donne, mentre persistono atteggiamenti paternalistici che ne sottovalutano competenze e autonomia. Per questo, sostiene, è necessario incoraggiare le ragazze a esporsi e a prendere la parola.

Due alloggi per chi fugge dalla violenza

Tra i progetti più recenti della Fondazione Zaninoni c’è l’intervento nell’ex Principe di Napoli, realizzato in collaborazione con Aiuto Donna. La struttura, nata come polo prevalentemente culturale, ospiterà anche due appartamenti destinati a vittime di violenza e persone in difficoltà. Si tratta di un’accoglienza di secondo livello: le ospiti non saranno più costrette a vivere nascoste e potranno avviare un percorso verso l’autonomia.

La permanenza negli alloggi dovrebbe durare mediamente due anni, il tempo ritenuto necessario per ricostruire una propria indipendenza. Locatelli collega il fenomeno dei femminicidi alla difficoltà, ancora presente in una parte della società, di accettare l’autonomia e la libertà di scelta delle donne. Per contrastare la violenza indica come strumenti fondamentali l’educazione sentimentale, l’accettazione delle differenze e il superamento degli stereotipi fin dall’infanzia.

La Fondazione sta inoltre mettendo a disposizione spazi per alcune associazioni. Nell’ex Principe di Napoli troveranno sede il Movimento federalista europeo e il centro culturale Nuovo Progetto, mentre Immaginare Orlando è già attiva a Palazzo della Libertà. Tra le iniziative figura anche il sostegno alla formazione tecnologica, con il finanziamento di un laboratorio serra dell’Its Academy Natta. L’obiettivo dichiarato è fare proseguire il lavoro avviato nei primi 25 anni della Fondazione attraverso progetti affidati al territorio, sui temi della cittadinanza europea, dell’inclusione e delle pari opportunità.