Cronaca giudiziaria

Tre arresti a Bergamo: hashish, Rivotril e Lyrica

Fermati nella notte, hanno detto di acquistare il farmaco per stress e dolore. Disposto il divieto di dimora nel territorio orobico.

Tre arresti a Bergamo: hashish, Rivotril e Lyrica

Tre giovani sono stati arrestati dai carabinieri nella notte tra via Angelo Maj e viale Papa Giovanni, a Bergamo, dopo essere fuggiti alla vista dei militari. Si tratta di Mohamed Hassouni, 26 anni, marocchino, Bilal Derouiche, 29 anni, anch’egli marocchino, e Aymen Kabachi, 21 anni, algerino. I tre sono comparsi davanti al giudice per il processo per direttissima del 6 novembre e sono stati liberati con il divieto di dimora a Bergamo e provincia.

Nel corso del controllo sono stati trovati 7,8 grammi di hashish e 12 pastiglie di Rivotril. Avevano inoltre complessivamente 114 compresse di Lyrica: 37 nella disponibilità di uno dei giovani, 23 in quella di un altro e 54 nella disponibilità del terzo. Il farmaco, utilizzato come anticonvulsivo e antidepressivo, non è inserito nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e non è quindi rientrato nelle contestazioni formulate nell’ambito dell’arresto.

La fuga e il denaro contante

Hassouni aveva con sé anche 120 euro, mentre agli altri due sono stati trovati rispettivamente 1.600 e 2.200 euro. I giovani hanno spiegato di aver raccolto il denaro lavorando in contesti diversi: chi in Sicilia, chi a Verona, chi come barbiere a chiamata, chi come bracciante agricolo o negli allevamenti di galline. Bilal Derouiche ha dichiarato di essere in regola con il permesso di soggiorno; per gli altri due, secondo quanto emerso in aula, la posizione risulta irregolare.

Derouiche aveva già ricevuto, dopo una direttissima celebrata a settembre davanti alla stessa giudice, il divieto di dimora a Bergamo e provincia, oltre all’obbligo di presentazione alla polizia di Lambrate. Nei suoi confronti risultavano anche un foglio di via da Bergamo emesso dal questore e un avviso orale. Un provvedimento analogo, con obbligo di presentazione a Lambrate, riguardava anche Kabachi.

Le spiegazioni sulle compresse

Durante l’udienza i tre hanno sostenuto di detenere le compresse per uso personale. Le avrebbero acquistate, secondo il loro racconto, alla stazione di Milano da un uomo pakistano. Hassouni e Derouiche hanno parlato di stress e problemi personali, mentre Kabachi ha riferito di assumerle per il dolore, mostrando una cicatrice alla gamba destra provocata, a suo dire, dopo aver sfondato la vetrata di un locale. Nessuno dei tre aveva ricette mediche.

La quantità di Lyrica ha però suscitato dubbi nel pubblico ministero, che ha ipotizzato in aula una possibile destinazione allo spaccio, oltre all’uso personale dichiarato dagli arrestati. L’avvocato Michele Ribaudo ha descritto la vicenda come la condizione di persone che vivono ai margini e ha spiegato che il denaro sarebbe stato tenuto addosso perché i giovani non dispongono di un conto corrente. Kabachi ha sostenuto che i 1.600 euro trovati negli slip fossero stati raccolti dai fedeli della moschea per contribuire alle cure della gamba.