Il Partito democratico di Bergamo contesta l’ipotesi di variante urbanistica legata al progetto del nuovo data center di Arcene. Al centro della presa di posizione c’è il possibile cambio di destinazione d’uso di 178mila metri quadrati di suolo agricolo, area interessata dall’intervento promosso dalla giunta del sindaco Ravanelli.
La vicenda non riguarda soltanto la richiesta avanzata alla Provincia per l’indizione di una conferenza consultiva. Il segretario provinciale del Pd, Gabriele Giudici, sostiene che l’area non sia edificabile e che l’eventuale approvazione della variante possa creare un precedente nella gestione della pianificazione territoriale.
Il nodo della pianificazione
Secondo Giudici, la tutela del territorio deve prevalere sugli interessi dei singoli e sulle esigenze di valorizzazione di una proprietà immobiliare. La pianificazione, ha sottolineato, rappresenta una garanzia per la collettività e non dovrebbe essere modificata attraverso scorciatoie procedurali o strumenti considerati eccezionali.
Il segretario dem ha precisato di non voler mettere in discussione l’utilità dei data center, considerati infrastrutture tecnologiche importanti per lo sviluppo digitale del Paese. Il punto, ha affermato, riguarda invece il rispetto delle regole e della parità di trattamento, soprattutto nel caso in cui un Comune abbia già esaurito la propria capacità edificatoria e non disponga di ulteriori spazi nel Piano di governo del territorio.
Le osservazioni alla Vas
Una posizione critica sul progetto era stata espressa anche dal Comune di Pontida, che aveva depositato osservazioni nell’ambito della Valutazione ambientale strategica. La sindaca Erika Bertocchi aveva evidenziato la mancanza di approfondimenti sui dati tecnici necessari a valutare l’impatto dell’insediamento.
La prima cittadina di Pontida aveva inoltre definito borderline l’interpretazione della normativa regionale adottata nella procedura. Il confronto istituzionale riguarda quindi sia gli effetti urbanistici del progetto sia la correttezza dell’iter amministrativo individuato per rendere possibile la realizzazione del nuovo impianto.
La discussione si inserisce nel percorso avviato dall’amministrazione di Arcene per portare avanti l’intervento. Il progetto resta legato alla valutazione degli enti coinvolti e alle osservazioni presentate sul cambio d’uso dell’area agricola. Il Pd chiede che ogni decisione sia assunta nel rispetto degli strumenti di pianificazione e senza deroghe ritenute suscettibili di produrre effetti su casi analoghi.