Dati AlmaLaurea

A Bergamo, l’89% dei dottori UniBg lavora dopo un anno

La cerimonia ha celebrato 55 neo ricercatori e due nuovi percorsi tra manifattura intelligente e intelligenza artificiale.

A Bergamo, l’89% dei dottori UniBg lavora dopo un anno

Cinquantacinque nuovi dottori di ricerca hanno ricevuto il titolo all’Università degli studi di Bergamo, durante il PhD Day 2026 ospitato nell’Aula Magna di Sant’Agostino. Alla cerimonia hanno partecipato familiari e amici dei ricercatori, riuniti per celebrare la conclusione di un percorso accademico e l’avvio di una nuova fase professionale.

A fornire un quadro sulle prospettive occupazionali è il Rapporto AlmaLaurea 2026, elaborato sui dati di 37 dottori di ricerca dell’Università di Bergamo. A un anno dal conseguimento del titolo, l’88,9% risulta occupato, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 7,7%. I dati riguardano i percorsi successivi al dottorato e consentono di valutare l’inserimento professionale dei partecipanti alla rilevazione.

Tra gli occupati, il 57,1% ha trovato lavoro dopo aver conseguito il titolo. Un ulteriore 33,3% ha proseguito l’attività già svolta in precedenza, mentre il 9,5% ha cambiato occupazione dopo il dottorato. Le percentuali delineano percorsi diversi, tra chi ha utilizzato il titolo per entrare nel mercato del lavoro e chi ha consolidato o modificato una posizione professionale già esistente.

Ricerca e formazione

Nel corso della giornata, il rettore Sergio Cavalieri ha richiamato il valore del dottorato come esperienza di formazione avanzata e di confronto con problemi ancora aperti. Il percorso, ha spiegato, abitua a formulare domande originali, costruire metodi di ricerca, gestire l’incertezza e correggere gli errori, competenze applicabili sia nell’ambito accademico sia in quello professionale.

Il rettore ha inoltre sottolineato la dimensione personale della ricerca, legata alla curiosità, all’intuizione e alla concentrazione necessaria per arrivare a una scoperta. Il dottorato è stato descritto come una fase di formazione e trasformazione, capace di preparare i ricercatori ad affrontare contesti caratterizzati da cambiamenti e conoscenze in continua evoluzione.

La lectio magistralis

La cerimonia è stata completata dalla lectio magistralis di Maria Chiara Carrozza, scienziata e bioingegnera, ordinaria di Biorobotica e Bioingegneria all’Università di Milano-Bicocca e presidente del Cnr dal 2021 al 2025. Il suo intervento, intitolato Dare forma all’intelligenza, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, robotica e ricerca scientifica.

L’Università di Bergamo ha inoltre ricordato l’ampliamento dell’offerta con due nuovi corsi di dottorato: uno dedicato ai sistemi manifatturieri intelligenti e l’altro alla data science, all’intelligenza artificiale e ai processi decisionali aziendali. I nuovi percorsi si inseriscono in un quadro formativo orientato all’incontro tra ricerca, innovazione tecnologica e competenze richieste dal mondo del lavoro.