Analisi tattica

Atalanta, segnali positivi con Venezia ma servono conferme

Il 3-0 ha mostrato progressi, ma restano da verificare continuità, tenuta mentale e ordine nelle prossime sfide.

Atalanta, segnali positivi con Venezia ma servono conferme

La ripresa del campionato ha offerto all’Atalanta segnali incoraggianti dopo una prima parte di stagione caratterizzata da un gioco ancora poco convincente. Nel successo per 3-0 contro il Venezia, la squadra ha mostrato per circa mezz’ora intensità, qualità nelle giocate offensive e una chiara applicazione delle indicazioni dell’allenatore Maurizio Sarri.

La prestazione ha contribuito a fugare, almeno per il momento, il timore di una distanza tra il tecnico e il gruppo. Nei primi trenta minuti la formazione bergamasca ha prodotto occasioni, conquistato calci d’angolo con continuità e mantenuto il controllo della partita. È stata la fase più convincente vista dall’inizio della stagione, tanto da alimentare l’ottimismo espresso da Sarri nel dopopartita.

Un primo passo da consolidare

Il risultato contro il Venezia rappresenta però soltanto un punto di partenza. La squadra lagunare è ultima in classifica a zero punti e viene considerata la formazione più fragile affrontata finora in campionato. Per questo motivo, il vero banco di prova sarà rappresentato dalle prossime gare contro Milan, Frosinone e Fiorentina, avversarie che richiederanno un livello di prestazione più elevato.

Il primo aspetto da verificare sarà dunque la continuità nel tempo. L’Atalanta dovrà riproporre il calcio mostrato nella fase iniziale della gara anche contro rivali più attrezzate, evitando che i progressi restino limitati a una singola partita o a pochi minuti. La vittoria contro il Venezia ha indicato una direzione, ma non ha ancora fornito risposte definitive sulla solidità del nuovo percorso.

Tenuta mentale e ordine tattico

Un secondo elemento riguarda la capacità di mantenere la concentrazione per tutta la durata dell’incontro. Il sistema di gioco richiesto da Sarri si basa soprattutto sulla lettura tattica e sui movimenti, oltre che sull’intensità fisica. Dopo aver considerato la partita ormai chiusa, l’Atalanta ha abbassato il baricentro, perso compattezza e concesso al Venezia la possibilità di rientrare nel match.

La squadra ha così smarrito parte della propria identità: in alcuni momenti il riferimento principale è tornato a essere l’avversario da seguire individualmente, invece del movimento collettivo della palla. Anche il ritorno al 4-3-3, con Gaetano impiegato come vertice basso, non ha impedito alla formazione di continuare a subire nella seconda parte della gara.

In precedenza Sarri aveva scelto il 4-2-3-1, con un centrocampista in meno e un giocatore offensivo aggiuntivo, per aumentare la spinta nella fase d’attacco. Tuttavia, secondo la lettura della partita, la qualità dei primi trenta minuti non è dipesa soltanto dal modulo, ma soprattutto dall’atteggiamento della squadra e dalla capacità di aggredire gli avversari in avanti.

Per avvicinarsi al calcio immaginato dal tecnico, l’Atalanta dovrà quindi conservare ordine tattico, coraggio e aggressività senza perdere il controllo della gara. Le indicazioni emerse contro il Venezia sono positive, ma la loro effettiva consistenza potrà essere valutata soltanto nelle prossime sfide di campionato.