È una serata da dimenticare per l’Atalanta, battuta 3-0 dal Parma al termine di una gara che ha fatto emergere fragilità tecniche e nervosismo. La squadra di Maurizio Sarri ha creato le premesse per rendersi pericolosa, ma non è riuscita a concretizzare. Dopo un primo tempo chiuso sotto di una rete, l’inizio della ripresa ha fatto precipitare la situazione: una palla inattiva e un’autorete hanno portato il Parma sul 2-0, prima del terzo gol che ha chiuso definitivamente il confronto.
Gli investimenti e il rendimento in campo
La partita ha riacceso anche il dibattito sui principali investimenti dell’Atalanta. Nel confronto a distanza tra El Bilal Touré e Jonathan Rowe, il maliano ha avuto un impatto più concreto, firmando un assist. Touré era stato acquistato per 31 milioni di euro, cifra record per il club al momento del trasferimento, mentre Rowe arriverà a costare 35 milioni con l’obbligo di riscatto. L’inglese è apparso ancora una volta poco incisivo e dovrà offrire molto di più per raccogliere l’eredità di Lookman.
Tra i principali motivi di preoccupazione c’è anche il rendimento di Marco Carnesecchi. Il portiere, finora decisivo in molte occasioni, ha lasciato dubbi su due delle reti subite contro il Parma, dopo altre prestazioni che avevano già alimentato qualche perplessità. Dall’altra parte, il giovane Daffara, classe 2004, è stato tra i migliori in campo. Il confronto ha accentuato la sensazione di una fase negativa per l’estremo difensore nerazzurro.
Nervosismo e lettura della partita
La tensione è emersa anche nei rapporti tra i giocatori. Al 23° minuto si è visto un battibecco tra Zappacosta ed Ederson, mentre Zalewski ha alternato proteste con l’arbitro e gesti rivolti ai compagni. Nel corso della gara c’è stato inoltre uno scambio acceso tra Sarri e De Ketelaere. Episodi che possono rientrare nella normale dinamica di una partita, ma che assumono un peso diverso quando arrivano dopo una prestazione negativa e una sconfitta netta.
Nel dopogara Sarri ha giudicato positivamente il primo tempo dell’Atalanta, ma questa lettura non ha convinto del tutto. Il possesso palla, indicato nel rapporto di 70-30 per cento, non si è tradotto in occasioni realmente pericolose: alla fine i nerazzurri hanno calciato 13 tiri fuori dallo specchio. Anche la definizione dei fischi dei tifosi come fischi d’amore è apparsa distante dal clima registrato allo stadio, in particolare al momento dell’uscita dal campo di Ederson.
La sconfitta del 3 novembre 2026 lascia quindi l’Atalanta alle prese con interrogativi sul nuovo progetto tecnico, sulla tenuta del gruppo e sul rendimento di alcuni uomini chiave. Il risultato contro il Parma ha trasformato errori e segnali di nervosismo in una vera emergenza sportiva, proprio mentre la squadra avrebbe bisogno di ritrovare solidità e concretezza.