In aula

Bergamo, assolto l’uomo che ferì una bimba all’Esselunga

La perizia ha escluso la capacità di intendere: disposto il ricovero biennale nella Rems mantovana

Bergamo, assolto l’uomo che ferì una bimba all’Esselunga

Emil Mortu, cittadino rumeno di 47 anni e senza fissa dimora, è stato prosciolto per vizio di mente dall’accusa legata all’episodio avvenuto all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. L’uomo, il 14 febbraio, aveva afferrato per le gambe una bambina di un anno e mezzo mentre usciva dal supermercato con la madre e il padre.

La piccola, che la mamma teneva per mano, era accanto al carrello spinto dal padre. Nella colluttazione aveva riportato due fratture alle gambe, con una prognosi di 30 giorni. I genitori, oltre a dover affrontare le conseguenze fisiche per la figlia, erano rimasti profondamente spaventati dall’accaduto.

La valutazione psichiatrica

La decisione è arrivata il 16 settembre 2026 al termine del procedimento. Il collegio presieduto da Federica Gaudino, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha disposto che Mortu resti per almeno due anni nella Rems, la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

La misura è stata motivata dalla sua pericolosità e dagli esiti della perizia disposta dal tribunale. Lo psichiatra incaricato ha diagnosticato un disturbo schizofrenico in una fase di grave scompenso psicotico, ritenendo che al momento dei fatti l’uomo fosse incapace di intendere e di volere. Per questo, pur essendo stato prosciolto, non è stato disposto il ritorno in libertà.

La malattia già diagnosticata

Secondo quanto emerso nel procedimento, la schizofrenia era già stata diagnosticata a Mortu nel 1997 in Romania, dove seguiva una terapia farmacologica. In seguito aveva smesso di assumere i farmaci. L’imputato, assistito dall’avvocata Erica Pasinetti, ha seguito l’udienza accompagnato da tre agenti della polizia penitenziaria.

Quando era stato arrestato e interrogato dal giudice per le indagini preliminari, Mortu non aveva saputo fornire una spiegazione precisa del gesto. Aveva riferito di non aver distinto una bambina da un peluche. Restano inoltre elementi non chiariti sul suo arrivo in Italia: aveva raccontato di essere nel Paese da pochi giorni, senza nulla, e di essersi rivolto a un ospedale perché aveva freddo. Per il tribunale, il comportamento è riconducibile al grave quadro patologico accertato dalla perizia.